Mercoledì 30 Luglio 2014

“Ci picchiavano per hobby” Racconti choc dal “Villaggio”

Maddaloni, 1 marzo 2011 – Un inferno chiamato istituto di educazione. Un lager, nelle parole dei piccoli ospiti del Villaggio dei Ragazzi di
Maddaloni. Con ragazzini dagli 11 ai 16 anni a frequentarne le scuole, anche a tempo pieno, ed educatori nel ruolo di carcerieri. Che per anni,
raccontano dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, hanno maltrattato quei giovinetti provenienti da famiglie difficili come e peggio degli ospiti di un lager. Sistematicamente colpiti con pugni, schiaffi, spintoni che in qualche caso hanno fatto cadere anche dalle scale la vittima. Ma anche frustate con l’utilizzo della cintura. “Ci picchiavano per hobby”, ha raccontato uno dei ragazzini agli inquirenti. Senza motivo, venivano sistematicamente percossi, brutalizzati. Umiliati anche con ingiurie come “porco, handicappato” dai loro educatori, dai loro insegnanti. Da gente che quei ragazzi avrebbe dovuto tutelare e formare. E’ lo scenario che emerge dall’indagine della Squadra mobile di Caserta che ha accertato episodi di violenza, per una maestra anche sessuale e ai danni di due minori, fino a maggio dello scorso anno all’interno del ‘Villaggio dei ragazzi di Maddaloni.
La donna, Maria Iesu, fu vittima di un brutto episodio di cronaca. Tre anni fa il padre Francesco, ex provveditore agli studi di Caserta, al termine di una lite la ferì a colpi pistola. Un episodio avvenuto quasi contestualmente al periodo in cui alla Iesu viene contestata la sua condotta. Oggi la donna insegna al liceo Giannone, di Caserta. La docente è stata arrestata assieme ad altri quattro educatori. Venti in tutto gli indagati e tutti con accuse pesantissime. In un verbale, una delle vittime parlando di un educatore in particolare, ricorda che era sua abitudine picchiare i ragazzi più tranquilli e quelli più piccoli, mentre dei ragazzi più ribelli aveva paura perché questi reagivano. Abitualmente picchiava gli altri ragazzi con le mani anche senza motivo. Il ragazzino rivela poi un episodio ha visto protagonista lo stesso educatore. “Dopo avermi dato degli spintoni sulle scale facendomi cadere, mi percosse selvaggiamente con le mani dandomi gli
schiaffi in testa”. E furono così tanti gli schiaffi – racconta l’alunno -
che rimasi intontito e per farlo interrompere reagii. Ma, essendo la mia
forza inferiore alla sua, mi afferrò per i capelli facendomi molto male e
bloccandomi la testa”.

RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URL

Lascia un commento