Martedì 20 Aprile 2021

Melania, due mesi di misteri

Napoli, 21 giugno 2011 – L’epilogo previsto si materializza. A due mesi dall’omicidio di sua moglie Melania, Salvatore Parolisi è indagato per omicidio volontario. Un delitto che sarebbe avvenuto fra Ascoli Piceno, Folignano, dove la famiglia risiedeva, Colle San Marco e Ripe di Civitella. Il caporalmaggiore dell’esercito, finora, aveva partecipato alle indagini sull’omicidio della coniuge come parte offesa. Ascoltato e riascoltato come testimone, persona informata sui fatti. O “scarsamente informata sui fatti” come lo definì il sostituto procuratore ascolano Umberto Monti dopo il primo interrogatorio ad Ascoli Piceno. E proprio le dichiarazioni rese da Parolisi nelle tre audizioni, che lo hanno visto interrogato due volte ad Ascoli Piceno, dove si sarebbe consumato il delitto e dove viveva con moglie e figlioletta, ed una a Castello di Cisterna, quando tornò in Campania per stare vicino ai genitori di Melania, sarebbero al centro delle valutazioni che hanno portato gli inquirenti ad inviargli la notifica di iscrizione nel registro degli indagati. Trenta ore in cui Parolisi ha provato a ricostruire quanto successo il pomeriggio di quel 18 aprile a Colle San Marco, nel teramano, dove lui, la moglie e la figlioletta Vittoria di 18 mesi si erano recati per una passeggiata. Il caporalmaggiore ha sempre sostenuto che Melania si era allontanata per andare in bagno e da quel momento era svanita nel nulla. Fino al ritrovamento del suo corpo martoriato da 30 coltellate, alcune delle quali inferte dopo il decesso, il 20 aprile scorso, nel bosco delle Casermette, a pochi chilometri di distanza da Colle San Marco. “Me l’hanno presa”. Erano state le prime parole di Parolisi durante le ricerche di Melania, come a lasciar intendere che qualcuno l’avesse rapita. Ma il suo racconto non ha mai convinto gli investigatori. Nessun testimone ha dichiarato di aver visto con certezza la famigliola sul pianoro di San Marco e le contraddizioni del militare, come l’ultimo episodio ovvero l’essersi disfatto del cellulare segreto con cui telefonava a Ludovica Perrone, la sua amante, hanno contribuito ad aggravare la sua posizione. Una posizione che il caporalmaggiore è chiamato a chiarire venerdì ad Ascoli.

 

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