Sabato 25 Settembre 2021

Campania, seconda regione a maggiore rischio idrogeologico d’Italia

Napoli 21 ottobre 2011 – La Campania è al secondo posto tra le aree del paese maggiormente soggette a fenomeni franosi e di inondazioni con conseguenze potenzialmente fatali. Anni in cui le tragedie si sono susseguite e la prevenzione resta un’eccezione.Alcuni esempi su tutti. Cinque maggio 1998: decine di eventi franosi sul fianco del monte di Pizzo d’Alvano provocano enormi colate di fango che si riversano a valle travolgendo  Quindici Sarno Siano e Bracigliano. Centocinquantanove  i morti. Alta irpinia: a Cervinara, nella notte a cavallo tra il 15 ed il 16 dicembre del 99 una frana in località Foresta, nella parte di montagna a che sovrasta le frazioni di Loffredo e Castello una frana fa da tappo normale al flusso del torrente. Un fenomeno che portò alla formazione di una diga naturale che ceduta sotto i detriti di acqua scesnde a valle distruggendo tutto quello che incontra per strada. Anche qui il bilancio pesante: oltre a case ed edifici distrutti e danneggiati, cinque vittime tra cui una giovane madre Liliana Marra, strappata dalla furia dell’acqua dalle mani del marito.11 novembre 2009: acqua, fango e pietre piombano sul porto di Casamicciola, sull’isola di Ischia, trascinando in mare le auto di alcune famiglie che portano i figli a scuola, sorprese sulla litoranea e nel parcheggio. Un a ragazza muore, una ventina i feriti. Dopo ore di ricerche viene ritrovato vivo un bimbo di 5 anni inizialmente disperso. Nove settembre 2010. A causa delle forti piogge intorno alle 18: 30 esonda il torrente Dragone che scorre al di sotto del centro abitato di Atrani. Travolta dalla colata di fango e detriti Francesca Mansi, il cui corpo verrà ritrovato giorni dopo al largo di Panarea.Danni segnalati anche nei vicini comuni di Scala, Ravello e Tramonti. Ieri l’ultimo tragico episodio con la morte di una ragazza di 23 anni di Pomigliano, travolta dal fangoa Pollena Trocchia mentre era in auto. La nostra regione resta quelle maggiormente a rischio idrogeologico e ben 210 comuni su 551 sono classificati da trasferire e consolidare. Ma si continua ad intervenire solo in situazioni emergenziali.

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