Sabato 19 Giugno 2021

Corsi truffa, la Società: “Siamo in regola”

Napoli, 28 ottobre 2011 – Corsi di formazione professionale fantasma, per un truffa da quasi due milioni di euro all’erario. E’ quanto scoperto dai finanzieri del Comando Provinciale di Napoli coordinati dalla Procura Regionale delle Corte dei Conti. Dalle verifiche delle fiamme gialle sarebbe emerso il quadro di un’operazione basata sull’indebito impiego di fondi comunitari destinati a corsi di formazione per il reinserimento lavorativo di disoccupati di lunga durata. Al centro delle indagini la società Teleservizi It Spa, che negli anni 2007-2008, si è occupata del tirocinio formativo, le cosiddette work experience, per operatori per la bonifica delle coste, che rientravano nei progetti isola, ossia inserimento sociale attraverso il lavoro, promossi dal ministero del lavoro e dagli assessorati al Lavoro della Regione Campania, della Provincia e del Comune di Napoli. Secondo gli investigatori, i corsi sarebbero stati poi affidati in sub appalto a società che non avrebbero avuto i necessari requisiti.  Da qui sarebbero scattati i controlli e il sequestro conservativo. Dall’azienda però si difendono. Il responsabile della società, Alessandro Vecchione, racconta di fatti risalenti in realtà allo scorso luglio e di un sequestro di allora oggi non più attivo. Il problema, stando a vecchione sarebbe tutto nella natura del bando che prevedeva tutte modalità di work experience, cosa, sostengono dalla Teleservizi It, impossibile per le categorie di DLD e drog out, ad esempio ex tossicodipendenti o ex detenuti. In sostanza alle esperienze sarebbero state sostituite, legittimamente sostengono dall’azienda i cosiddetti percorsi sostenuti. Nello specifico, attività di pulizia ambientale delle coste per le quali sarebbe stato necessario il supporto di aziende paramediche, date le ridotte capacità motorie, mentali o sociali di numerosi corsisti.  Quelle che i finanzieri considerano prive di requisiti  ma che insiste Vecchione, quei requisiti li avevano. Dunque il nodo è tutto lì: nella validità o meno dei corsi e delle strutture utilizzate.  Tesi sostenute dalle immagini presenti sul sito e dalla presunta esistenza di tesserini di abilità al lavoro rilasciati ai partecipanti da Regione e Ministero del Lavoro, quasi a dire che la regione controlla ciò che essa stessa ha già certificato.  Il problema, chiosano dall’azienda, sarebbe anche sui soldi: per i corsi avrebbero ricevuto poco più di 350 mila euro mentre d’1 milione e mezzo sarebbero i contributi Inps versati ai corsisti e addebitati ora all’azienda. Ed ecco calcolata la cifra dei due milioni. Infine l’accusa della Teleservizi It: “la Regione fa questo perché non ha soldi per inserire gli abili al lavoro e dunque invalidare i corsi fa cadere ogni impegno”. Sulla questione interviene anche Corrado Gabriele all’epoca dei fatti Assessore Regionale al lavoro che sottolinea di aver dato lui il là all’indagine già nel 2007.

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