Venerdì 22 Ottobre 2021

La storia criminale di “ò cecato”

Napoli, 27 ottobre 2011- Giuseppe Setola, detto ò cecato, è nato 41 anni fa a Santa Maria Capua Vetere, il 5 novembre. Le cronache raccontano che da bambino e poi da ragazzino frequentava l’Azione cattolica e che trascorreva il suo tempo a giocare a flipper. La sua carriera criminale inizia con piccole estorsioni e con qualche intimidazione, ma è nel 1992 che compie il suo primo omicidio. A 21 anni inizia a gestire il racket anche se i capi dei casalesi, Francesco Schiavone (detto Sandokan) e Francesco Bidognetti (‘Cicciotto ‘e mezzanotte’) non si fidano completamente di lui.
Tra i suoi sogni, si dice ci sia la fondazione della Ncs (Nuova camorra speciale), una organizzazione che provveda anche all’assistenza dei carcerati.
Il 13 aprile 2008 evade dalla clinica oculistica di Pavia presso la quale era stato ricoverato per un presunto problema agli occhi. Riconosciuto come il braccio destro di Francesco Bidognetti, dopo aver scontato sei anni di carcere, gli vengono concessi gli arresti domiciliari da scontare in via Marcello nella città lombarda. La causa: una patologia agli occhi che lo renderebbe semicieco. Secondo quanto raccontato da alcuni pentiti, però, Setola scappa e torna nel casertano e trova rifugio tra il litorale domizio e l’agro aversano. Si fa fotografare da alcuni suoi fedelissimi con gli occhiali neri e una benda sull’occhio sinistro, ma sono in pochi quelli che credono alla sua infermità al punto che la Dda di Napoli apre un’inchiesta sulla sua liberazione. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Setola riesce a riorganizzare la fazione del clan dei casalesi ritenuta capeggiata da Francesco Bidognetti. Organizza agguati, vendette trasversali nei confronti di familiari di pentiti e i testimoni di giustizia, , Setola riesce a riaffermare la propria presenza sul territorio e a mettere in atto la cosiddetta strategia stragista nella mattanza del 18 settembre a Castel Volturno. Massacro nel quale perdono la vita sei cittadini extracomunitari. Fino al gennaio di due anni fa quando fu arrestato a Mignano Montelungo nell’alto casertano.

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