Giovedì 13 Maggio 2021

Napoli-Bayern, la storia si riscrive

Napoli, 18 Ottobre 2011 – I cori, quelli, non si odono più. “Diego Diego” dagli spalti scandito e compianto è negli archivi. Non c’è da far riecheggiare alcun monumento. Se non la storia. Perché oggi la storia è possibile scriverla ancora una volta. Non ci sono le velleità di quel 5 aprile del 1989, quando la partitissima valeva l’accesso alla finale di Coppa Uefa. Questa qui è sì una coppa più prestigiosa, ma siamo ancora agli inizi. La storia è soltanto alla prefazione, ma la si può riscrivere. Napoli-Bayern di Monaco, e la memoria torna con le speranze di una notte che sia magica. Comunque vada. Lo stadio è quello. E le stelle, se vogliono, sanno accendersi come quelle d’un tempo. Brillavano puntuali le stelle Maradona, Careca, Carnevale. Così quelle dei gregari di ferro: De Napoli, Francini, Ferrara, Crippa, Alemao. Con doppia mandata chiuse la saracinesca il compianto Giuliano Giuliani. Oggi sono capaci di poter brillare gli astri del firmamento del presente. Lavezzi, Cavani, Hamsik. Così i Gargano, gli Inler, gli Aronica, i Cannavaro, i De Sanctis. Stesso stadio. E medesimo pienone di allora, pur se oggi c’è un San Paolo meno capiente.

In quel rettangolo il tridente delle meraviglie può fare sfaceli anche in Europa. E lo ha dimostrato. Con quattro punti in due gare nel girone più tormentato di tutti. Hanno messo sotto gli spagnoli del Villareal di don Pepito Rossi. Hanno terrorizzato, tra le loro mura, i gioielli di Mancini del Manchester City. Oggi gli azzurri attendono che da quelle scalinate dinanzi la Curva salgano i più forti del gruppo A: i tedeschi del Bayern di Monaco. Per una gara che vale il primato del girone della morte. Che quel 5 aprile di 22 anni Maradona e soci liquidarono i bavaresi con uno geniale uno-due in doppia “C”, Careca-Carnevale. Sarebbe venuta la coppa, col trionfo su altri tedeschi, quelli dello Stoccarda di un napoletanissimo Gaudino naturalizzato di Germania. Ma la memoria va a quel due a zero della notte di stelle che il 5 aprile 1989 da Fuorigrotta illuminarono ogni angolo del Golfo.

18 ottobre 2011. Stesso Stadio. Stessi cuori. Stesso allenatore, per i bavaresi, Jupp Heynckes, sempre lui. E una pagina di storia tutta da scrivere. Pardon, da giocare.

Giuseppe Porzio

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