Lunedì 20 Settembre 2021

Setola, 29 anni al killer della strage

Santa Maria Capua Vetere, 27/10/2011 – I pm avevano chiesto la condanna a 30 anni di reclusione. Ieri Setola, capo dell’ala stragista dei casalesi  è stato condannato, a 29 anni di reclusione al termine del processo che lo vedeva imputato con altre 34 persone di reati che vanno dall’associazione camorristica, all’estorsione, al tentativo di omicidio e alla detenzione illegale di armi. Pene molto severe, per un totale di più di 300 anni di carcere. Pene complessive inflitte anche agli altri imputati – tra i quali tutti i componenti il gruppo di fuoco capeggiato da Setola – dalla prima sezione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ,presieduta da Raffaello Magi. Il capo dell’ala stragista del clan dei casalesi aveva già collezionato tre condanne all’ergastolo, una delle quali per la strage di Castelvoltruno, avvenuta il 18 settembre del 2008 e per altri omicidi che insanguinarono la provincia di Caserta. In aula, quando è stata letta la sentenza, oltre ai pm di udienza Catello Maresca e Cesare Sirignano,  c’era l’intero pool anticasalesi della Dda. Gli stessi magistrati del primo processo Spartacus solo che a differenza di quella volta, ieri i giornalisti e le telecamere erano tantissime, a indicare il clima cambiato di grande attenzione collettiva sui casalesi. La lettura della sentenza è stata accompagnata dalle proteste degli imputati presenti  nelle  gabbie in fondo all’aula bunker. Proteste  soprattutto all’indirizzo del presidente Raffaele Magi, colpevole di aver autorizzato l’ingresso delle telecamere. Tutti ad agitarsi a lanciare invettive.  L’unico in silenzio Setola ,che ha ascoltato la sentenza dal sito  remoto collegato in videoconferenza. Accolto sostanzialmente l’impianto accusatorio con qualche lieve aggiustamento delle pene. Ma la forza dei numeri conferma la gravità dei fatti contestati e soprattutto la nuova battaglia vinta dallo Stato contro l’antistato.

In ogni caso, l’emergenza ormai è incontenibile. Hahn ieri ha promesso che ci saranno  fondi per il sito anche nella prossima finanziaria. E’ la prima buona notizia dopo un anno di crolli, ma da prendere con cautela. L’uomo di Bruxelles infatti ha detto “Si”, ma Galan avverte che “i soldi il commissario ancora non li ha dati”.

Con quei fondi dovrà partire “il Piano per Pompei 2011-2014”. I lavori per il rilancio cominceranno l’anno prossimo sotto l’occhio vigile dell’Europa, che ha avuto come interlocutore principale il ministro Fitto. Il piano prevede 5 fasi di intervento, in primis il controllo di tutte le strutture con uno scanner tridimensionale. Si passerà poi al restauro delle opere w al miglioramento dell’accessibilità del sito, al monitoraggio e alla sorveglianza dell’area. Infine si rafforzeranno gli altri siti archeologici.

La Soprintendenza sarà la stazione appaltante, affiancata dall’Invitalia, una società inhouse del Ministero per i beni culturali. Sulla gestione dei soldi però è già scattato l’allarme preventivo, anche perché il sottosegretario Villari nei giorni scorsi ha paventato il rischio di infiltrazioni camorristiche negli appalti. In attesa dell’inizio dei lavori, a fine ottobre dovrebbero arrivare anche i 20 funzionari promessi dal Governo. Stando alla conferenza di ieri, il millenario sito può tirare un sospiro di sollievo, sempre che non perda altri pezzi di storia prima che i progetti diventino realtà.

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