Venerdì 22 Ottobre 2021

Rifiuti: parte lo “scaricabarile” istituzionale

Napoli, 23 novembre 2011 – L’Unione Europea dà l’ultimatum all’Italia, annunciando l’imminenza delle sanzioni per il dramma rifiuti e subito dalle istituzioni locali parte la corsa allo scaricabarile di responsabilità. A partire dal Comune di Napoli che difende il proprio operato in conformità alle richieste dell’Europa: “Abbiamo fatto il nostro dovere su differenziata, già avviata in alcuni quartieri, siti di trasferenza, ne sono stati aperti tre e navi in partenza per l’olanda, per le quali ci sono già gli accordi firmati”, sostengono. Dalla Provincia la replica passa per il Presidente Luigi Cesaro che punta sulle discariche: in riferimento al piano proposto dal commissario Annunziato Vardè, Cesaro chiede infatti poteri in deroga  ai vincoli ambientali per procedere all’apertura di nuovi siti. “La provincia”, assicura il presidente, “lavora per dotare il territorio di un piano per la gestione dei rifiuti; la nostra politica”, conclude, “rispetta appieno le richieste dell’unione europea”.  Alla Regione Campania il compito di tutelare il lavoro dell’ente è affidato all’assessore all’ambiente Giovanni Romano che punta tutto sulla volontà, anche stavolta in accordo alle richieste di bruxelles, di realizzare il  termovalorizzatore a Napoli Est, contro cui combatte però il Comune. Pur volendo, comunque ad oggi le due date per la gara di appalto per la realizzazione dell’impianto sono andate entrambe deserte.  Romano se ne tira poi fuori sostenendo che la regione sul dramma rifiuti, per il quale ha già stanziato circa 17 milioni di euro, non può certo sostituirsi a provincia e comune di Napoli. Dal governo di Roma è già partita la richiesta di proroga a Bruxelles, con l’obiettivo di guadagnare tempo ed evitare la maxi multa di venti milioni di euro, a cui aggiungere un plus quotidiano per ogni giorno di ritardo.  Al di là delle chiacchiere il problema resta così come il pattume ammucchiato per le strade della città e soprattutto della periferia, tanto che il Commissario Europeo Janez Potocnik non ha esitato a definire la situazione vergognosa e soprattutto rischiosa per la salute dei cittadini. Lanciando un ultimo secco monito: “Fate presto”.

 

 

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