Lunedì 18 Ottobre 2021

Falsi invalidi, presa la mente

 

Fingevano di soffrire gravi patologie, per le quali avrebbero intascato 55 mila euro a testa. Una truffa agevolata da un impiegato dell’Inps, che avrebbe falsificato i verbali delle commissioni mediche per “creare” 62 finti malati. Si allarga a macchia d’olio l’inchiesta sui falsi invalidi di Napoli che finora ha portato all’arresto di 163 persone e al sequestro di beni per 4 milioni. Si è sentito il fiato sul collo Oreste Lanzetta, operatore del centro informatico dell’Inps di via Galileo Ferraris. I colleghi si erano accorti del giro di false pratiche, l’uomo ha cercato quindi di giocare l’ultima carta.  “Mi hanno minacciato – avrebbe detto al suo superiore  – mi hanno costretto a fare quelle pratiche false”.

Immediata la denuncia ai carabinieri, che non hanno creduto alle minacce anche perché hanno trovato versamenti sul conto corrente bancario dell’impiegato. Quattro le persone arrestate per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dello Stato, frode informatica, contraffazione di pubblici sigilli, falso materiale e ideologico. Oltre a Lanzetta, sono finiti in manette tre falsi invalidi di Poggioreale. Si tratta di Rodolfo Lanzetta, fratello dell’informatico, Assunta De Falso e Carmela Donzelli. Gli ultimi arresti inoltre hanno evitato l’erogazione di pensioni ad altri 62  falsi invalidi per un importo complessivo di oltre un milione.  Sessantadue persone che erano già state inserite da Oreste Lanzetta nell’elenco informatico dei beneficiari di pensioni di invalidità. In pratica l’impiegato avrebbe inserito i nominativi di coloro che avevano passato la visita della commissione e il decreto con le firme dei medici. Ma la visita in commissione non c’era mai stata, e i medici hanno disconosciuto le loro firme.

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