Martedì 19 Ottobre 2021

Fiat Pomigliano, Elkan presenta la nuova Panda

Si annuncia un’inaugurazione bollente per la Fiat di Pomigliano. Gli antagonisti si preparano all’incontro di domani con Sergio Marchionne e il rampollo di casa Agnelli, Elkan. Parte dal web la protesta. “L’amministratore delegato della Fiat viene a festeggiare la nuova panda schiavi in mano” dicono le pagine Facebook di chi organizza il controevento.  Il modello Pomigliano diventa quindi il simbolo dei lavoratori stretti nella morsa del mercato. Nel mirino anche la manovra di Monti, che risponde alle stesse logiche secondo gli Antagonisti. “Marchionne go home!” dicono i movimenti napoletani. Firmano il cartello, centri sociali e Slai Cobas, Rifondazione, Carc e studenti. Si vuole preparare insomma  un’accoglienza coi fiocchi all’artefice della rivoluzione Fiat integrata con Chrysler, che piace a Obama e che in Italia ha deciso di uscire da Confindustria dopo aver diviso i lavoratori e spaccato i sindacati.

E’ la stessa Fiat che ha deciso di puntare sull’ex stabilimento Giambattista Vico e sui 4300 lavoratori in cassa integrazione. Stabilimento dove domani per la prima volta mette piede un rappresentante di casa Agnelli, il presidente John Elkann, accanto all’ad Marchionne. L’appuntamento per gli antagonisti è alle 9 alla stazione centrale di Napoli. “oppure – come è scritto sui volantini – direttamente alle 10 a Pomigliano”.

Sarà un presidio pacifico assicurano gli antagonisti, ma ad aspettarli  ci saranno polizia e carabinieri. Organizzerà un sit in anche La Fiom – Cgil di Napoli, la sigla estromessa dopo la chiusura dei nuovi accordi con i lavoratori Fiat.

La Fiom denuncia una grave discriminazione del lingotto nei confronti dei lavoratori iscritti alla Fiom: di 500 addetti nessuno risulta chiamato in servizio.

Dallo Slai Cobas attaccano anche il manifesto che campeggia sulla Fiat: “Siamo quello che facciamo”, in cui i contorni stilizzati delle auto si confondono a quelli degli operai. “Marchionne offende gli operai equiparandoli a macchine, dice Granilio, uno dei volti noti della protesta Fiat. Si ricorda infine che finora sono rientrati in fabbrica solo 500 lavoratori su 4300.

 

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