Giovedì 21 Ottobre 2021

Incaprettato e gettato in un lago, il questore: “Nessuna relazione con i Casalesi”

Castel Volturno, 5 gennaio 2012 – Il cadavere trovato “incaprettato” nel laghetto di Castel Volturno (Caserta) è quello di Pietro Moscato, di 23 anni, la cui scomparsa era stata denunciata nei giorni scorsi dai familiari. Il padre, in particolare, aveva rivolto diversi appelli in televisione per il suo ritrovamento. Moscato era scomparso lo scorso 16 dicembre. Nonostante provenisse da una famiglia tranquilla che non ha mai avuto problemi con la giustizia, agli investigatori risulta che il giovane frequentasse persone affiliate al clan dei Casalesi e dedite al controllo di attività illecite nella zona, in particolare lo spaccio di droga e le estorsioni. Tra gli appelli lanciati, anche quelli diffusi attraverso una apposita pagina di Facebook. Il luogo in cui si trovava il cadavere è stato individuato dalla polizia grazie ad accertamenti sulle celle telefoniche della zona. Il corpo è stato identificato ma si attende il riconoscimento ufficiale da parte dei familiari. Gli investigatori all’inizio non hanno escluso che l’omicidio potesse rientrare in una ridefinizione degli assetti criminali nella zona di Castel Volturno, cominciata dopo la cattura del boss Michele Zagaria avvenuta un mese fa dopo una latitanza durata 16 anni. Secondo un primo esame, compiuto dal medico legale, Moscato è stato ucciso con numerose coltellate e successivamente è stato legato mani e piedi al alcune pietre perché il suo corpo affondasse nel laghetto, profondo circa due metri. Gli investigatori ritengono che l’omicidio sia stato commesso il giorno stesso della scomparsa del giovane, il 16 dicembre, ma l’autopsia dovrà confermare questa circostanza. Sulla sponda del laghetto sono anche state trovate tracce di sangue. Dovrà però essere accertato se Pietro Moscato sia stato assassinato sul posto o altrove ed il corpo portato dove è stato ritrovato. Su un suo probabile inserimento nel contesto criminale della zona di Castel Volturno è intervenuto il questore di Caserta, Guido Longo. “Non c’è nessuna relazione che lega Pietro Moscato alla camorra e al clan dei Casalesi. Le indagini sono orientate sul fronte della criminalità comune”.

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