Sabato 19 Giugno 2021

Droga, i soldi del clan Nuvoletta nelle casse di Al Qaeda

Napoli, 18 febbraio 2012 – Il maggior flusso di denaro in favore dei narcotrafficanti marocchini, verosimilmente legati al Al Qaeda, proviene dalla camorra napoletana. La circostanza emerge nell’ambito dell’operazione contro il traffico di stupefacenti eseguita dai carabinieri di Napoli, tra Spagna e Italia, che oggi ha portato in carcere ventitrè persone tra marocchini, italiani e polacchi. Ruolo primario era ricoperto da Rachid Echemlali Rahmadi, soprannominato «Armando», marocchino di provata fede islamica che da riscontri documentali risulta avere avuto legami con almeno un esponente dell’estremismo islamico.

Infatti Rhmani è gravemente sospettato di avere rapporti con il terrorismo internazionale, in particolare con Al Qaeda. Iil narcotrafficante maghrebino è stato arrestato dalla Guardia Civil spagnola e dai carabinieri di Napoli a Malaga, in Spagna.
Secondo quanto hanno accertato gli investigatori, infatti, ci sarebbero riscontri documentali che lo legherebbero ad almeno un esponente di «Al Qaeda» che ha partecipato all’attentato alla metropolitana di Madrid dell’11 marzo 2004. Rachid, marocchino di fede islamica, abitualmente residente in Spagna e destinatario di un mandato d’arresto europeo, nel 2002 (quando ancora non era ricercato) fu sottoposto a controlli dalle forze dell’ordine alle quali mostrò una patente di guida spagnola intestata a Abdlilah el Fadual el Akil, condannato in primo grado e poi assolto dalla cassazione spagnola (Tribunal Supremo) per l’attentato alla metropolitana di Madrid. Secondo gli investigatori, quindi, è ipotizzabile la vicinanza di fornitori marocchini in Spagna a soggetti vicini ad Al Qaeda che, con gli ingenti proventi del narcotraffico finanziano il terrorismo internazionale. I trafficanti marocchini – sempre secondo quanto accertato dagli inquirenti – ricevono il maggior flusso di denaro proprio dalla camorra napoletana. Rachid, soprannominato «Armando», acquistava droga in Marocco e la rivendeva ai trafficanti napoletani facendosi pagare quattro volte la somma spesa per ogni tonnellata acquista comprata: circa 600.000 euro ogni 150.000 euro di «investimento». Ogni carico fatto trasportare dai barchini dalle coste del Marocco a quelle spagnole era di circa cinque tonnellate.

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