Sabato 25 Settembre 2021

Costa, Pasqua di libertà per il comandante Schettino

Meta di Sorrento, 9 aprile 2012 – Pasqua con chi vuoi. Anche se sei accusato di omicidio colposo plurimo di trenta persone, di naufragio e di abbandono della nave. Pasqua, il capitano della Costa Concordia, Francesco Schettino, l’ha trascorsa a casa della sorella, lontano dagli arresti domiciliari nella sua lussuosa abitazione di meta di Sorrento. Ha usufruito di un permesso di tre ore, Schettino. E queste, catturate in esclusiva dalle telecamere del Tg5, sono le prime immagini del comandante dopo il tragico naufragio della Costa Concordia del 13 gennaio. Non sembra provato, Schettino. Camicia azzurra, giacca blu elettrico, pantaloni scuri, occhiali da sole, eccolo che mette piede fuori casa attraverso un’uscita secondaria, per poi rientrare tre ore più tardi mentre rientra nella sua casa di Meta di Sorrento, in entrambi i casi assieme alla sorella. E’ stata la moglie, anche lei immortalata in questa sequenza, ad avvisarlo via telefono della presenza di un cameraman in strada e farlo uscire dal retro.

Pasqua in famiglia, dunque, per Schettino. Che attende cosa verrà fuori dallo scrigno della verità. Quella scatola nera i cui dati si bloccavano alle 23.36, ma il cui contenuto integrale è stato finalmente duplicato. Impressi nella scatola nera ci sono i dati di navigazione quindi le manovre precedenti, durante e successive all’urto sugli spuntoni rocciosi de Le Scole. Al suo interno, però, ci sono anche i nastri sui quali sono rimaste impresse le voci, le frasi, gli ordini e le eventuali omissioni del comandante e dei suoi ufficiali che hanno portato alla collisione e alla tardiva evacuazione della nave.

Frattanto, Schettino se n’è stato fuori, per qualche ora. La sua nave, quella che ha abbandonato quanto molta gente era ancora da salvare, è ancora in mare calata adagiata su di un fianco. Neppure la Pasqua ha fermato le attività di ricerca e bonifica sul relitto della Costa Concordia. Uomini e mezzi delle strutture operative presenti sull’Isola del Giglio sono stati impegnati nelle attività di ricerca e bonifica. Mentre si è chiuso con successo il 24 marzo il piano per il recupero del carburante.

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