Venerdì 16 Aprile 2021

Lavitola si consegna, i pm: “Ora arrestate De Gregorio”

Napoli, 16 aprile 2012 – In fuga da sei mesi, esattamente dal giorno in cui la Procura di Napoli ha emesso nei suoi confronti ordine di custodia cautelare per estorsione, in concorso con Giampaolo Tarantini e la moglie, nei confronti di Silvio Berlusconi, eccolo consegnarsi alla polizia. L’ex direttore dell’Avanti, Valter Lavitola, direttamente da Buenos Aires, è atterrato all’aeroporto internazionale di Fiumicino alle 6 e 41. Ad attenderlo, oltre a un cordone di forze dell’ordine, c’erano pure due nuove ordinanze di custodia cautelare relative ad altrettanti filoni di indagine. Il primo è relativo a un’ipotesi di corruzione internazionale per presunte tangenti a politici panamensi per la realizzazione di istituti penitenziari. Provvedimento che dispone il carcere anche per l’imprenditore Angelo Capriotti, Paolo Passalacqua, Claudio Fagiano ed Enzo Valori.
Il secondo provvedimento riguarda invece l’appropriazione indebita di 20 milioni di euro di finanziamenti al quotidiano l’Avanti, ai tempi del direttore Lavitola. In questo caso, oltre alla custodia in carcere per Lavitola, la Procura di Napoli ha ottenuto dal gip gli arresti domiciliari per Santo Antonio Bifano, rappresentante legale  della società Servizi soluzioni  professionali, Cristiano Roberto, indicato come prestanome del senatore del Pdl Sergio De Gregorio, Patrizia Gazzulli, segretaria particolare del parlamentare, Vincenzo Ghionni, responsabile contabile della società International Press (per quest’ultimo la misura è quella del carcere) e dello stesso senatore De Gregorio, per il quale è stata trasmessa alla giunta per le autorizzazione a procedere del Senato la misura per la quale vengono disposti gli arresti domiciliari. “Mi difenderò con le unghie e con i denti”, ha detto De Gregorio – Non essendomi mai sottratto all’autorità giudiziaria non capisco quale necessità ci sia di questa misura cautelare”.

Smanicato blu, maglioncino bianco, jeans, scarpe da ginnastica, zainetto beige in spalla e un piccolo trolley: così è apparso Lavitola appena sbarcato dal Boeing 777 dell’Alitalia atterrato a Fiumicino. Qui l’ex direttore dell’Avanti è stato prelevato da un nutrito dispiegamento di uomini della Polizia di frontiera e condotto negli uffici della Polizia giudiziaria, dove è avvenuta la notifica degli atti a suo carico. Da Roma è stato trasferito nel carcere napoletano di Poggioreale, dove è giunto poco dopo le 11. Frattanto, ai magistrati dovrà dare spiegazioni sul suo ruolo alle diverse procure che indagano sulla P4 e sulle tangenti di Finmeccanica e che hanno incontrato il suo nome nel corso delle indagini. Tra l’altro dovrà chiarire i suoi rapporti con Tarantini, l’imprenditore pugliese che procacciava le escort per le feste del premier a Palazzo Grazioli. “Ho paura della prigione ma non ne posso più”, aveva detto l’ex direttore dell’Avanti prima di partire da Buenos Aires.

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