Martedì 28 Giugno 2022

Bersani con Cantone nell’ex villa bunker del boss Antonio Iovine a Villa di Briano

Napoli, 31 ottobre 2012 – Il palco da cui parla è stato allestito nel giardino da 1000 metri quadri, ma a dare l’idea del bunker che fu sono le possenti mura di cinta e i resti di una telecamera. Il leader del Pd Pierluigi Bersani sceglie la villa simbolo di O’ ninno, al secolo Antonio Iovine, l’ex primula rossa dei Casalesi assicurato alla giustizia due anni fa dopo quattordici anni di latitanza, come prima tappa di un tour campano in vista delle prossime primarie. Oggi il bene, un tempo nascondiglio del boss, è un centro polivalente sociale e culturale gestito dal comune di Villa di Briano. Al suo fianco, simbolicamante, c’é l’ex pm anticamorra Raffaele Cantone, oggi magistrato in Cassazione, che della lotta ai Casalesi ha scritto pagine importanti. E’ lui a prendere la parola per primo per una testimonianza civica in un appuntamento che è sì di partito ma che raccoglie anche un pezzo importante di società civile impegnata nell’antimafia, in un luogo simbolo, a pochi passi da Casal di Principe, nel cuore del regno dei Casalesi. L’esordio è per puntualizzare sul significato dela propria presenza: “Sono qui come magistrato e come cittadino per fornire una testimonianza di lotta alle mafie, certamente non come elettore, perché non voterò alle primarie. E sarei venuto anche su invito di altri candidati. Pertanto la mia presenza non è stumentalizzabile”. E poi giù con le proposte: no alle candidature sospette non solo in Parlamanto, ma anche negli enti locali; sì allo scioglimento dei Consigli regionali infiltrati dalla criminalità, modifiche al codice etico, che “così come è – sottolinea – è insufficiente”. Proposte che Bersani fa sue, ribadendo lo slogan che ne accompagna l’impegno per le primarie ‘legalita’ e lavorò. “In questa legislatura – dice – dovremo accontentarci di qualche blanda norma sulla corruzione, ma resta molto altro da fare. Ma questa terra – dice – non deve essere vista dal resto dell’Italia solo come una terra di camorra: questa è una terra piena di energie e di forze oneste, ma che ha bisono di lavoro. Serve il lavoro, non altro. E se toccherà a noi governare diremo le stesse cose qui come a Varese, perché l’Italia si salva tutta assieme”.

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