Domenica 25 Settembre 2022

Rifiuti, “cara” emergenza da 30 milioni l’anno. Ed è scontro sull’impianto che il Comune non vuole

Napoli, 11 ottobre 2012 – Se i rifiuti sembrano spariti, l’uscita dall’emergenza la si sta pagando cara e amara. Un po’ di conti sono stati fatti in Prefettura. Un quadro nero, che tiene conto della situazione rifiuti tra Napoli e Caserta, ed è emerso dalle audizioni della commissione parlamentare d’inchiesta. Un vero e proprio salasso il costo per il trasferimento all’estero dei rifiuti non smaltiti di Napoli: 30 milioni nel solo anno 2012. Tutto questo perché si è ancora in assenza di impianti, discariche, inceneritori che nessuno vuole. E allora mano alle casse e alle tasche dei contribuenti anche nell’anno 2013, quando la cifra potrebbe pure lievitare. Così come lieviterà la Tarsu, la tassa sui rifiuti, che è già, lo ricorda lo stesso assessore regionale all’Ambiente, Giovanni Romano, “la più cara d’Europa”. Negli stessi frangenti, il suo omologo al Comune di Napoli, Tommaso Sodano, invoca l’assegnazione all’amministrazione cittadina di “buona parte dei 300 milioni di fondi Fas e Por” per poter estendere la raccolta differenziata oltre quota 500 mila cittadini, il massimo raggiungibile con i fondi ora disponibili. I dati del Comune danno la differenziata al 68% nelle zone della città dove funziona il “porta a porta”, al 15% dove ci sono i contenitori. Dai 300 mila cittadini coinvolti nella differenziata si arriverà a 400 mila con la gara in corso che riguarda Pianura e San Pietro a Patierno. Lo stesso Sodano ammette che la situazione dello spazzamento in città “è disastrosa”.
“L’emergenza finanziaria si avvicina – dice – ed il sistema dei rifiuti rischia il collasso, non solo a Napoli, ma nell’intera Campania”. La palla torna a Romano, che sbandiera quel dato oggettivo: “Il nodo di fondo – riconosce l’assessore – resta quello della mancanza degli impianti”. Capitolo impianti, allora: l’istruttoria del Commissario per il termovalorizzatore di Napoli Est dovrebbe terminare tra 30 giorni e l’offerta di A2A è attrezzata con i partner finanziari per realizzare l’opera. Ma l’assessore ammette il rischio di una nuova interminabile trattativa sulla ubicazione dell’impianto, al quale il Comune continua ad opporsi. Vecchie polemiche, vecchia storia. Gli impianti sono necessari, ma nessuno li vuole.

 

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