Venerdì 28 Gennaio 2022

Lettieri a De Magistris: “Scommettiamo?”. L’industriale: “Differenziata al 31% come hai annunciato o ti dimetti”. Il sindaco: “Pensa alle tue aziende in difficoltà”

Napoli, 10 dicembre 2012 – Eccolo qui (nella foto) il sindaco Pinocchio, quello che in questi cartelloni è descritto come l’uomo dalla promessa facile e facilmente dimenticata. Dimenticata da lui, non certo dai cittadini. Men che meno da chi lo ha votato. Eccolo il De Magistris così come lo avrebbe rappresentato Collodi, nell’immaginario di “Fare Città”, l’associazione dell’ex competitor ed ancor oggi principale avversario dell’ex pm. Gianni Lettieri torna all’attacco, dopo un po’ di oblio da parte sua e dell’intera opposizione in Consiglio comunale. Un’opposizione, va detto, certo molto meno agguerrita e meno in trincea di quella dei tempi delle guerra al duo Bassolino-Jervolino. Parola all’accusa, allora. “De Magistris è capace di mentire anche a sé stesso”, dice Lettieri, che attacca l’avversario nel segno di un’antica lotta: la spazzatura. “Oggi – va nel dettaglio il leader del PdL in assise – il sindaco annuncia che l’Asia raggiungerà il 30% di differenziata. Gli propongo un accordo: se al 31 dicembre è capace di dimostrare che la differenziata su base annua ha raggiunto quel dato mi dimetto. In caso contrario si dimette lui”. Il guanto di sfida è lanciato. Resta da raccoglierlo. “Lettieri fa propaganda strumentale”, è la risposta del primo cittadino. “Non fa un’opposizione costruttiva – incalza De Magistris – perché non c’è mai in Consiglio e inoltre le sue aziende sono in difficoltà: ricevo lettere di suoi lavoratori arrabbiati”. La contro risposta non tarda: “A De Magistris sfugge un particolare – sottolinea Lettieri – io ho salvato Atitech dal fallimento e con essa 600 lavoratori. Lui, invece – aggiunge – ha preso il comune di Napoli e lo ha portato dritto al dissesto. Due percorsi totalmente inversi”. Insomma, la battaglia è ai primi round. Come ai primi tempi della campagna elettorale. Quando, nel frattempo, la città affogava. Allora come oggi. Tra due che litigano, c’è un popolo terzo che si dispera.

(giuseppe porzio)

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