Domenica 25 Luglio 2021

Racket e rapine, i “bad boys” dei Casalesi crescono seminando il terrore. Incastrati dalla denuncia di un imprenditore “eroe”

schiavone_sandokanNapoli, 24 febbraio 2014 – Non solo “uomini d’onore” della camorra, di quelli che delegano, per sporcarsi il meno possibile le mani. I cattivi ragazzi in quota Casalesi sono quelli che le mani se le sporcano, eccome. Cha passano dall’imporre il racket, a riscuoterlo, ma non disdegnano rapine e crimini da strada. I bad boys, come l’operazione inquirente condotta contro di loro, imponevano, secondo modalità tipiche della camorra casalese, gadget pubblicitari e materiale di cancelleria ad esercizi commerciali in prossimità delle festività natalizie. Gli stessi, sono accusati di aver realizzato di rapine nella stessa roccaforte del clan, Casal di Principe. Quasi un controsenso per la camorra che, si solito, tiene lontana la criminalità comune per evitare eccessiva presenza di forze dell’ordine sul territorio. Tutto svelato da nell’indagine che ha al fermo, poi convalidato dal Gip del Tribunale di Napoli, di cinque giovani di età compresa tra 25 e i 30 anni, tra “figli d’arte” di pregiudicati della Cupola casalese  e giovani arruolati del clan. In manette anche l’addestratore e mente della banda: Romolo Del Villano, 53 anni, in prigione dalla fine del 2012 e ritenuto il capozona del clan, segnatamente per la famiglia Schiavone, nel comune di Grazzanise. In cella sono finiti Giuseppe Del Villano, figlio di Romolo, di 24 anni, Omar Schiavone, anch’egli di 24, imparentato con la famiglia di Francesco Sandokan Schiavone, Raffaele Biondino, 31 anni, figlio dell’ex capozona di Trentola Ducenta Francesco Biondino, Ernesto Di Filippo, di 28 e Nunzio Bianco, residente a Montemarciano (Ancona), di 29. Biondino, fermato dai carabinieri di Cremona dopo che quelli di Caserta ne avevano segnalato la presenza in Lombardia, ha detto che si stava recando in provincia di Brescia per ‘affari’. E’ stata la denuncia di un imprenditore coraggioso presentata ai carabinieri di Grazzanise poco prima di Natale 2013 a squarciare il velo d’omertà che ha consentito all’agguerrito gruppo di guadagnare almeno 10mila con la vendita a prezzo doppio a quello di listino di calendari, penne e altro materiale. Un’estorsione mascherata da sempre realizzata dalla famiglia Schiavone; proprio per tale motivo finirono in cella nel 2012 anche due dei figli di Sandokan, Emanuele e Ivanohe. Cinque gli episodi accertati: vittime imprenditori titolari di un caseificio, di un’impresa di pompe funebri e di una farmacia. Il gruppetto aveva grande disponibilità di fucili e pistole che utilizzavano per minacciare i commercianti ma anche per compiere rapine. La notte di Capodanno 2014, i “cattivi ragazzi” rapinarono armati di fucile a canne mozze il Cristal Bar di Casal di Principe; un raid, ripreso dal video delle telecamere di sorveglianza interne, che per gli inquirenti sarebbe servito a ribadire il loro predominio sul territorio”.

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