Domenica 25 Luglio 2021

Scuole occupate: dirigente si barrica in istituto per liberarlo

Napoli, 18 febbraio 2014 – 60 istituti occupati, centinai di studenti a cui è impedito l’accesso nelle aule di Napoli e provincia. È la protesta degli ex Lsu che continua: Catenacci ai cancelli, scuole blindate e niente lezioni. Da una parte la rabbia dei manifestanti, dall’altra il caos per genitori e docenti. La protesta è iniziata con un vero e proprio braccio di ferro dei lavoratori ex Lsu che, sin dalle prime ore del mattino di ieri, hanno conquistato la maggior parte degli edifici scolastici sul territorio. A Pozzuoli una dirigente scolastica si è barricata nell’ istituto da lei diretti per liberarlo dai manifestanti.  Ma dal Vomero a Chiaia, da Fuorigrotta a Bagnoli, da Scampia al centro storico, nessun quartiere è stato risparmiato dalle occupazioni. Questa mattina sono stati “conquistati” altri pressi scolastici soprattutto nei quartieri di Chiaiano, Scampia e nella vicina Miano dai manifestanti che non sono disposti a mollare e hanno già trascorso una notte dormendo nelle aule. La protesta è scattata in seguito alle lettere di licenziamento già recapitate agli Lsu per la conclusione del rapporto di lavoro il prossimo 28 febbraio da parte della ditta appaltatrice. Non ancora firmato in tutta la Campania il nuovo contratto di lavoro con la ditta subentrante, vincitrice del bando. Nei nuovi rapporti già previsto il dimezzamento dell’orario di lavoro e la riduzione del salario da 900 euro mensili a circa 400 euro, alla base della forte contestazione dei lavoratori che sono in servizio dal 2001. Non può entrare nessuno e non ce ne andremo dalla scuola finché non avremo risposte – urlano. Alla rabbia di chi ha protestato però si è aggiunta quella di molti genitori dei piccoli alunni che ieri sono dovuti tornare a casa, un disagio che ha causato tensioni soprattutto all’ingresso dei plessi scolastici di materne ed elementari. «Non si può protestare calpestando i diritti dei bambini» dicono le mamme  «Ci vogliono tagliare del 50%» c’era scritto sullo striscione affisso fuori uno dei licei occupati. E se una buona parte degli studenti dei licei non hanno potuto che gioire per aver saltato le lezioni, non è stato così per le dirigenze scolastiche messe in grande difficoltà dai blitz e dalla loro imprevedibile durata. «Non abbiamo fissato una data di fine occupazione – spiega Giovanni Brandi, sindacalista Cgil – se non ci danno risposte non libereremo le scuole».115826504-d699f227-ca04-4a2d-904a-0927fe8da0d4

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