Domenica 25 Luglio 2021

Inchiesta Selex, soldi portati nei borsoni per pagare le tangenti Finmeccanica. Quattro arresti

finmeccanica_Napoli, 24 marzo 2014 – L’ultimo filone d’inchiesta sul caso Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti, e sulle tangenti Finmeccanica ruota attorno alle rivelazioni dei fratelli Maurizio e Sabatino Stornelli. Indagine che ha portato stamattina all’emissione di quattro ordinanze di custodia cautelare eseguite dalla Guardia di Finanza. Agli arresti domiciliari, per fondi neri e tangenti, Lorenzo Borgogni, ex direttore delle Relazioni esterne Finmeccanica, Stefano Carlini, ex direttore operativo della Selex service management e due imprenditori romani, Vincenzo Angeloni e Luigi Malavisi. Sono stati inoltre sequestrati 28 conti correnti e due cassette di sicurezza. Le accuse contestate, a vario titolo, sono di associazione per delinquere e corruzione. Dalle indagini è emerso che sarebbero stati costituiti fondi neri all’estero finalizzati al pagamento di tangenti destinate ai vertici del gruppo industriale. L’inchiesta è coordinata dai pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli Maresca, Giordano e Del Gaudio. Più nel dettaglio, secondo l’accusa, attraverso un sistema di false fatturazioni e sovrafatturazioni tra la Selex Service Management e diverse società affidatarie «compiacenti», erano stati costituiti cospicui fondi neri destinati al pagamento di tangenti. Società estere, secondo le indagini, sono state create in paradisi fiscali nello Delaware (Usa). Gli investigatori hanno anche individuato conti correnti cifrati in Svizzera. L’imprenditore Angeloni avrebbe rappresentato una sorta di braccio operativo dei vertici di Finmeccanica occupandosi delle somme di denaro illecitamente accumulate da recapitare ai vertici del gruppo industriale.  Non è stato emesso alcun provvedimento restrittivo nei confronti dell’ex presidente di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini, che risulta comunque indagato e la sua abitazione romana è stata perquisita. I magistrati hanno disposto una perquisizione anche nei confronti dell’imprenditore Giovanni Sabetti.  L’attività investigativa – si legge in un comunicato della Procura di Napoli, scaturisce “dagli sviluppi investigativi conseguenti all’esecuzione di analoghe misure cautelari, eseguite nell’aprile del 2013, a seguito dei quali è stato possibile delineare ulteriori aspetti riguardanti interessi personali, che condizionavano le scelte nella fase della individuazione e realizzazione del progetto Sistri”. Progetto che – si precisa – nelle previsioni contrattuali, avrebbe dovuto essere operativo già nel 2010, ma che ad oggi non ha trovato il suo integrale avvio.

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