Martedì 19 Ottobre 2021

Parte il colpo mentre gli mette le manette, rapinatore ucciso da carabiniere. Aveva derubato una coppietta e palpeggiato la ragazza

rapinatore_cardito_carabiniereNapoli, 31 luglio 2014 – “Il carabiniere cercava di ammanettarlo. Gli urlava ‘Fermo, stai fermo’. Poi si è sentito il rumore di uno sparo”. La ricostruzione in sintesi nel laconico racconto di chi ha visto. Di chi, da un balcone, ha assistito alla morte in diretta di un rapinatore per mano di un carabiniere. Per un colpo, questa la versione del militare, partito accidentalmente dalla pistola di ordinanza. Un colpo che ha trafitto alla schiena Antonio Mannalà, esperto rapinatore 27enne del rione Salicelle di Afragola, con precedenti per droga. Tutto inizia con una rapina a una coppietta, appartata a bordo di una Renault Clio in via Raffale Viviani, alla periferia di Cardito. Mannalà è con due complici. I tre circondano l’auto, puntano una pistola alla ragazza, costringono i fidanzatini a scendere. Prima di fuggire via a bordo della Clio, i due malviventi non armati mettono le mani addosso alla ragazza, la palpeggiano. Poi la fuga. Che non dura molto. I due fidanzati fermano una pattuglia dei carabinieri, raccontano della rapina, descrivono auto e malviventi. Comincia la caccia. Il terzetto non è lontano. La Clio viene intercettata in corso Italia, a Cardito. Alla vista dei militari, i tre lasciano la vettura e tentano la fuga a piedi, imboccando direzioni diverse. Un carabiniere si lancia all’inseguimento di Mannalà, lo raggiunge, lo blocca. Sotto la minaccia dell’arma di ordinanza gli intima di sdraiarsi con la faccia a terra per potergli stringere le manette ai polsi. Siamo in via Cirillo, sempre a Cardito. Il trambusto attira l’attenzione dei residenti. In molti si affacciano al balcone. “Il ragazzo era sdraiato a terra e ripeteva ‘non ho fatto niente’, mentre il carabiniere, che cercava di ammanettarlo”  racconta uno dei tanti testimoni “.Secondo la versione dell’Arma, il carabiniere avrebbe incontrato non poche difficoltà a bloccare Mannalà. Che scalciava, provava a ribellarsi. Fasi concitate nelle quali il carabiniere, pur nel tentativo di ammanettare il 27enne, impugnava ancora la pistola. Dalla quale è partito improvvisamente il colpo mortale. “Dopo aver sentito lo sparo – riferisce un altro testimone – il carabiniere si agitava, sembrava sotto choc, ma la visione dai balconi non era molto chiara”. Nel frattempo, i collegi del militare riescono a intercettare un altro componente del terzetto: Domenico Gallo, 25 anni, precedenti per furto e ricettazione. Entrambi sono stati riconosciuti dalle due vittime. Soprattutto Mannalà, uno dei quelli che avrebbero palpeggiato la ragazza. Manca all’appello il terzo, identificato e ricercato. E mancano conferme alla ricostruzione dei carabinieri, che potrebbero arrivare dai filmati di un sistema di videosorveglianza privato installato proprio su corso Italia, dove resiste la sagoma di un rapinatore morto dopo aver assaltato e terrorizzato una coppietta inerme.

(giuseppe porzio)

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