Secondo il New York Times decine di vittime tra civili e militari. Trump rivendica l’operazione: “Transizione verso la libertà”. Cina e Amnesty parlano di violazione del diritto internazionale
Un’operazione militare senza precedenti ha scosso il Venezuela e riaperto uno dei fronti geopolitici più delicati del pianeta. Secondo il New York Times, almeno 40 persone – tra civili e militari – sarebbero morte nel blitz ordinato dagli Stati Uniti che ha portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro e della moglie Cilia Flores, trasferiti a New York e incarcerati nel Metropolitan Detention Center di Brooklyn.
L’assalto, condotto nella notte, avrebbe colpito obiettivi strategici nella capitale Caracas e in altre aree del Paese. Fonti americane parlano di un’operazione pianificata da giorni, approvata direttamente dal presidente Donald Trump con l’obiettivo di arrestare Maduro e incriminarlo negli Stati Uniti per narcotraffico e terrorismo.
A confermare l’arresto è stata la ministra della Giustizia Usa Pam Bondi, che ha annunciato l’incriminazione di Maduro presso il tribunale federale del Southern District di New York. “Affronterà la giustizia americana sul suolo americano”, ha dichiarato, ringraziando le forze armate per la missione.
Trump ha rivendicato l’azione definendola “brillante” e ha avvertito che gli Stati Uniti sono pronti a nuovi attacchi. “Gestiremo il Paese fino alla transizione”, ha affermato, parlando apertamente di un cambio di regime. Nel frattempo, la Corte Suprema venezuelana ha ordinato alla vicepresidente Delcy Rodríguez di assumere ad interim la guida del Paese.
La reazione internazionale è stata immediata. La Cina ha chiesto la liberazione di Maduro, mentre Mosca ha condannato quella che definisce un’“aggressione armata”. Amnesty International ha lanciato un duro allarme: l’azione militare statunitense, secondo l’organizzazione, solleva “gravissime preoccupazioni per i diritti umani” e rappresenta una probabile violazione della Carta delle Nazioni Unite, aggravando ulteriormente il collasso dell’ordine internazionale basato sul diritto.
Secondo Amnesty, l’attacco rischia di innescare una nuova escalation repressiva all’interno del Paese e di colpire ancora una volta la popolazione civile, già provata da anni di crisi economica, politica e umanitaria.
Intanto gli Stati Uniti hanno revocato le restrizioni allo spazio aereo dei Caraibi, mentre la Colombia ha rafforzato la presenza militare al confine. Il Venezuela ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.
Il mondo osserva con crescente preoccupazione: tra l’obiettivo dichiarato di “liberare” il Paese e le accuse di invasione, il blitz Usa rischia di segnare un punto di non ritorno negli equilibri dell’America Latina e nelle relazioni internazionali.












