Il tennis campano perde una delle sue figure più appassionate, autorevoli e longeve. Federico D’Atri è morto all’età di 78 anni, lasciando un vuoto profondo nel movimento regionale che per tanti anni ha contribuito a costruire, sostenere e accompagnare con una passione rimasta intatta fino all’ultimo
I funerali si svolgeranno questo pomeriggio, sabato 8 agosto, alle ore 15.30, nella Chiesa dei Fiorentini, in piazza degli Artisti al Vomero. Sarà l’ultimo saluto a un uomo che ha dedicato una parte importante della propria vita al tennis e alla dirigenza sportiva, diventando un punto di riferimento per generazioni di giocatori, tecnici e dirigenti.
La rinascita del tennis campano
D’Atri ha ricoperto la carica di presidente della FITP Campania dal 2013 al 2016, arrivando alla guida del movimento regionale dopo i due anni di commissariamento del 2011 e del 2012.
Fu proprio in quella fase delicatissima che il suo impegno assunse un significato particolare. Già fiduciario provinciale di Napoli, D’Atri lavorò instancabilmente al fianco del commissario straordinario Roland Sandrin per contribuire alla ricostruzione del movimento campano.
Quando arrivò la fiducia del tennis regionale e la presidenza, iniziò un’opera paziente, fatta di lavoro quotidiano e di rapporti da ricostruire. Mattone dopo mattone, D’Atri contribuì a riportare il tennis campano verso quelle tradizioni e quel blasone che appartenevano alla sua storia.
Non fu soltanto un incarico istituzionale. Fu soprattutto una responsabilità vissuta con passione, nella convinzione che il tennis campano avesse bisogno di ritrovare identità, organizzazione e fiducia nel proprio futuro.
Il Tennis Club Vomero, una seconda casa
Ma c’è un altro luogo che racconta meglio di qualsiasi carica la storia sportiva di Federico D’Atri: il Tennis Club Vomero.
Per il club di via Rossini è stato molto più di un dirigente. È stato vicepresidente, direttore sportivo, consigliere e soprattutto una presenza costante accanto alle squadre e al settore giovanile.
Ha seguito da vicino la crescita di tanti ragazzi, accompagnato le formazioni che hanno difeso i colori del club e vissuto anche le stagioni della Serie A maschile e femminile. Una lunga militanza che lo aveva trasformato in una vera bandiera dirigenziale del Tennis Club Vomero.
Ed è proprio attraverso il club che la sua passione sportiva si è trasformata anche in una storia familiare.
Una passione diventata famiglia
Federico D’Atri lascia ai figli Morena, Azzurra e Walter un’eredità fatta soprattutto di passione, appartenenza e servizio allo sport.
Un’eredità che continua in modo particolare attraverso Morena, oggi fiduciaria della FITP Campania per la provincia di Napoli e responsabile della segreteria del Tennis Club Vomero.
È forse questo il segno più bello della sua storia: una passione trasmessa non soltanto attraverso le parole, ma attraverso l’esempio quotidiano.
Il riconoscimento del Coni
Nel corso della sua lunga attività dirigenziale, D’Atri aveva ricevuto anche la Stella di Bronzo al Merito Sportivo del Coni, riconoscimento che certificava una vita dedicata allo sport oltre i risultati e le classifiche.
Alla famiglia sono arrivate le condoglianze della Federazione Italiana Tennis e Padel, del presidente Angelo Binaghi, del Consiglio federale e dell’intero movimento.
Il Comitato regionale campano si è stretto alla famiglia attraverso il presidente Angelo Chiaiese, che fu anche vicepresidente di D’Atri durante il suo mandato alla guida della FITP Campania, e di tutto il consiglio direttivo.
Oggi, al Vomero, il tennis campano si fermerà per salutarlo.
Non soltanto un presidente, non soltanto un dirigente. Un uomo che ha creduto nel tennis anche quando era necessario ricostruire, che ha saputo restituire fiducia a un movimento e che ha lasciato una parte di sé nei campi del Vomero e nella storia del tennis campano.











