È morto Romolo Panico, ex questore della Polizia di Stato. Figura chiave nella lotta alla criminalità organizzata nell’area stabiese e autore di importanti operazioni contro latitanti
È scomparso questa mattina Romolo Panico, ex questore della Polizia di Stato e protagonista di alcune delle pagine più significative della lotta alla criminalità organizzata nel Sud Italia. La notizia della sua morte ha immediatamente suscitato cordoglio tra le istituzioni e la comunità locale, soprattutto nelle aree in cui operò con determinazione e professionalità.
Nato a Caserta, Panico entrò nelle file della Polizia di Stato e costruì una carriera di rilievo, caratterizzata da incarichi di grande responsabilità in contesti difficili. Fu tra i protagonisti delle indagini che portarono alla cattura del boss latitante Michele D’Alessandro, dopo aver scovato il suo storico rivale Umberto Mario Imparato, nascosto tra i boschi dei Monti Lattari nel pieno di una faida che aveva insanguinato le strade di Castellammare di Stabia.
Le sue azioni investigative contribuirono a ripristinare un clima di legalità in un territorio segnato da anni di violenze e ritorsioni. Nel corso della sua carriera Panico ricoprì ruoli di rilievo: fu capo centrale della Direzione Investigativa Antimafia (DIA) di Padova, capo della Squadra Mobile di Napoli e successivamente questore a Cosenza, Catanzaro e Potenza.
Nel 2014 lasciò il servizio attivo per raggiunti limiti di età, aprendo un nuovo capitolo della sua vita. Un uomo di polizia di alto profilo, ma anche un artista e intellettuale: musicista, pittore e scrittore, Panico ha firmato numerosi romanzi polizieschi e ricevuto premi e riconoscimenti in concorsi letterari, mostrando una sensibilità creativa rara tra gli operatori delle forze dell’ordine.
La sua scomparsa lascia un vuoto non solo nel mondo della sicurezza pubblica, ma anche in quello culturale, dove la sua figura era conosciuta e apprezzata. I funerali sono in programma domani a Caserta, nella chiesa della Madonna di Lourdes, alle ore 16.
Panico sarà ricordato come un uomo che seppe coniugare rigore istituzionale e passione artistica, e per il contributo significativo offerto alla legalità in territori resi difficili dall’omertà e dalla prepotenza dei clan.












