di Oscar De Simone
Il deserto in città potremmo dire e senza possibilità di smentita. Pensate che nel Sahara le massime diurne superano costantemente i 45°C, mentre la sabbia rovente può raggiungere temperature fino a 90°C. Noi non abbiamo quel tipo di sabbia ma abbiamo temperature al suolo che superano abbondantemente i 45° che di giorno fa registrare il più vasto deserto caldo della terra. Isole di calore sono registrate nei nostri territori che li trasformano in luoghi invivibili. Una nuova indagine territoriale rivela una preoccupante temperatura record a Napoli con picchi che tendono a toccare i 64 gradi sull’asfalto. Questi dati sono stati raccolti grazie all’ausilio di termocamere a infrarossi e, proprio per questo, Legambiente chiede alle istituzioni locali interventi rapidi e risolutivi. Questa misurazione si concentra, nel suo massimo, nell’area di San Pietro a Patrierno. E’ proprio lì che si sono concentrate le misurazioni e più precisamente in una zona di un chilometro quadrato. La ricerca però, incrocia fattori economici con quello che risulta essere il disagio energetico delle famiglie nel gestire il fresco domestico. La direttrice campana del nucleo associativo, Maria Teresa Imparato, afferma che sono ben 25 su 36 i punti direttamente esposti ai raggi solari: “le criticità maggiori sono state rilevate nell’area giochi del Parco IV Aprile, continua. L’associazione propone un’agenda politica chiara basata su cinque priorità per mitigare gli effetti del meteo estivo. Il Comune deve istituire una struttura tecnica per coordinare la pianificazione urbanistica partendo dai quartieri svantaggiati”. Ma non è tutto. Sempre da Legambiente arriva la proposta di una consulta per installare pensiline chiare alle fermate dei bus e superfici permeabili nei parcheggi. Questi, in brevissimo, le ripercussioni degli effetti del cambiamento climatico che ormai è sotto gli occhi di tutti e mentre il tempo stringe per un cambio di rotta, il caldo e l’afa diventano insopportabili












