di Oscar De Simone
Hanno approfittato della sua disabilità per trasformarlo in un mezzo per il loro divertimento crudele e inumano. Per questo, e per le successive minacce, ci sono stati tre arresti. Stiamo parlando di un ragazzo con gravi disturbi cognitivi che ad Afragola è stato oggetto di abusi di ogni genere, anche sessuali. Ma non solo. A suo danno anche sigarette spente sul collo, botte, docce gelate con la pompa dell’acqua, cibo e bevande disgustose che gli venivano fatte bere con la forza per umiliarlo. Il ragazzo frequentava un centro polifunzionale per sottoporsi a precisi programmi terapeutici e, gratuitamente, dava una mano in un esercizio commerciale del posto. Proprio lì ha iniziato a vivere il suo calvario. Erano in tre e, secondo quanto ricostruito dal GIP del tribunale di Napoli nord nell’ordinanza di custodia cautelare, lo attiravano nel retro bottega per abusare di lui sessualmente con tanto di violenza, sotto minaccia e filmando tutto. Poi, tutto era continuato anche in strada e davanti lo stesso negozio con una cadenza quasi quotidiana. Ma come si è arrivati alla risoluzione di questo orrore? Tre persone si recarono a casa della madre della vittima riferendo di un video in rete attraverso cui si attestavano le violenze. A quel punto, il ragazzo in lacrime e con tanta vergogna, ha confessato il tutto. Va detto però che già in precedenza aveva provato a parlarne, sia con la mamma che con la sua terapeuta, non venendo creduto. Dopo la denuncia comunque non si erano interrotte del tutto le minacce, che erano state rivolte anche ai familiari da persone vicine agli indagati, per far cadere le accuse. Per questo il Gip ha optato per la misura più restrittiva degli arresti












