È stato accompagnato in una comunità educativa di recupero il ragazzo di 17 anni ritenuto responsabile dell’aggressione a Bruno Petrone, il 27enne ferito gravemente lo scorso gennaio nel centro storico di Napoli. La decisione è arrivata ieri dal Gip del Tribunale dei Minorenni, che ha accolto la richiesta del pubblico ministero ritenendo necessario un percorso di rieducazione e allontanamento dal contesto familiare.
L’aggressione e l’arresto
La vicenda risale alla notte del 4 gennaio, quando Bruno Petrone, 27 anni, fu ferito con diversi colpi di arma da taglio durante una violenta lite in strada, in pieno centro storico. Subito dopo l’aggressione, la Polizia intervenne e individuò uno dei presunti responsabili: un ragazzo minorenne, oggi 17enne, fermato e portato in questura per accertamenti.
Le indagini, coordinate dalla Procura minorile di Napoli, hanno fatto emergere il coinvolgimento del ragazzo e di altre persone nell’episodio che aveva provocato grande allarme nella città per la violenza e la gravità delle ferite riportate dalla vittima. Petrone fu ricoverato in ospedale con prognosi riservata ma, nei giorni successivi, le sue condizioni sono risultate in progressivo miglioramento.
La decisione del Gip: comunità educativa per il 17enne
Alla luce degli accertamenti e della giovane età dell’indagato, il giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta avanzata dalla Procura minorile: il trasferimento del ragazzo in una comunità educativa, luogo in cui potrà essere seguito in un percorso di recupero e responsabilizzazione. La misura è motivata dalla necessità di intervenire non solo con finalità restrittive, ma con una prospettiva educativa, in linea con i principi del diritto minorile.
La permanenza in comunità ha lo scopo di fornire al giovane un ambiente strutturato in cui lavorare sulla gestione degli impulsi, sulla responsabilità individuale e sulla costruzione di alternative positive alla strada e alla violenza.
Il quadro giudiziario e le indagini in corso
Parallelamente alla decisione sul collocamento in comunità, proseguono le indagini per ricostruire in modo completo la dinamica dell’aggressione e verificare l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti. La Procura minorile non esclude alcuna pista e sta acquisendo testimonianze e filmati utili alla ricostruzione dei fatti di quella notte.
Al momento l’attenzione degli investigatori rimane alta anche per chiarire il possibile movente che ha portato all’escalation di violenza.
La reazione della città
L’aggressione a Bruno Petrone aveva suscitato forte commozione a Napoli, con numerosi cittadini e associazioni che avevano espresso solidarietà alla vittima e condanna per l’episodio di violenza. La scelta di una misura educativa per il minorenne è stata letta da molti come un tentativo di coniugare giustizia e possibilità di recupero, pur nel rigore previsto dalla legge.












