Allarme assalti agli ATM: esplosioni e furti

Esplosioni nel cuore della notte, sportelli sventrati e fughe lampo. In provincia di Napoli si allunga la scia dei raid agli Atm, una sequenza di colpi ravvicinati — riusciti e falliti — che nelle ultime settimane sta mettendo sotto pressione banche e uffici postali. Un’escalation che preoccupa residenti e forze dell’ordine e che racconta una criminalità sempre più rapida e spregiudicata.

L’ultimo episodio si è registrato questa notte, intorno alle 4, a Pomigliano d’Arco, in via Passariello, ai danni della filiale BNL. I carabinieri della stazione locale e della sezione radiomobile di Castello di Cisterna sono intervenuti dopo che ignoti avevano fatto esplodere lo sportello Atm, ma non sono riusciti a portarlo via. L’esplosione ha causato danni alla struttura, ma non si registrano feriti. Le indagini sono in corso.

Pochi giorni prima, nella notte del 3 gennaio, un altro colpo era stato tentato a Casalnuovo. In quel caso i malviventi avevano sfondato l’ingresso di una filiale Intesa Sanpaolo utilizzando un furgone come ariete. Anche qui l’azione è durata pochi minuti: l’intervento delle guardie giurate ha messo in fuga i criminali, che si sono dileguati senza riuscire a portare via nulla.

La notte del 29 dicembre aveva già fatto scattare l’allarme in tutta l’area. A Scisciano, in via Ferrovia, ignoti avevano fatto esplodere l’Atm di una banca riuscendo a portare via una somma di denaro ancora da quantificare. Nella stessa notte, a Marigliano, in via Vivaldi, era stato preso di mira l’Atm dell’ufficio postale: il dispositivo era stato divelto e portato via. Sempre il 29 dicembre, a Pomigliano d’Arco, in piazza Sant’Agnese, un altro tentativo aveva danneggiato l’Atm della filiale Crédit Agricole, ma senza riuscire ad asportarlo.

A completare un quadro già preoccupante, all’inizio di dicembre i carabinieri avevano scoperto un tunnel sotterraneo, completo di illuminazione, scavato sotto una filiale bancaria di via Terracciano. A notarlo erano stati i dipendenti dell’istituto, che avevano individuato anomalie nel vano delle cassette di sicurezza. La galleria, secondo gli investigatori, sarebbe stata destinata a un furto con la cosiddetta “tecnica del buco”, sventato prima che potesse andare a segno.

Una sequenza di episodi che segnala un salto di qualità nei raid agli sportelli automatici, con modalità diverse ma un copione ormai ricorrente: colpire di notte, agire in pochi minuti e sparire prima dell’arrivo delle pattuglie. Gli inquirenti stanno ora lavorando per capire se dietro questa escalation ci sia un’unica regia criminale o più gruppi attivi sul territorio.

Di certo, tra esplosioni notturne e assalti sempre più audaci, la sicurezza degli Atm è diventata una nuova emergenza in provincia di Napoli.