Allarme sostanze sintetiche e bullismo: un giovane su quattro ha assunto droghe

di Oscar De Simone

E’ una guerra quella che stiamo combattendo in casa nostra; nel nostro paese. Una guerra fatta di numeri che non possono più essere presi sotto gamba e di cui ha parlato il sottosegretario Alfredo Mantovano. Si tratta della lotta contro le dipendenze che si evince da un dato su tutti: uno studente minorenne su quattro, nel 2025, ha provato almeno una sostanza illegale. Se nel 2024 erano il 20%, quest’anno sono il 23%, in aumento. Cifra che sale al 26% nella fascia 15-19 anni. Eccoli i dati che parlano di questa guerra che però va combattuta facendo squadra e capendo il fenomeno che si ha di fronte. Numeri che vengono fuori dalla relazione al parlamento diffusa dal dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze che restituisce un “quadro complesso e in continua evoluzione”: dal consumo delle sostanze psicoattive – tra cui quelle nuove, 92 identificate nel 2025 in Italia – all’uso delle tecnologie digitali. Tra le droghe assunte dai più giovani, cannabis e cocaina sono ancora le più diffuse, ma si osserva una crescente diffusione di prodotti ad alta potenza e di Nuove Sostanze Psicoattive (Nps) in particolare cannabinoidi sintetici e nuovi oppioidi. Tra gli studenti dai 15 ai 19 anni poi, dopo la flessione osservata tra il 2022 e il 2024, si osserva una ripresa, tra gli altri, di oppiacei, oppioidi sintetici e ketamina, mentre la cannabis, pur restando la sostanza più diffusa, mostra un lieve calo. Insomma nei nostri territori la cocaina si conferma la sostanza di maggiore impatto anche sanitario, oltre che sociale, e si pone come elemento alla base di un terzo dei decessi per droga. L’eroina invece, per la prima volta, fa registrare meno decessi. Ma ci sono anche le nuove tendenze. Tra i comportamenti a rischio ci sono anche le pratiche legate al digitale. Quasi 230mila giovani hanno mostrato un utilizzo problematico di Internet e il 47% ha riferito di essere stato vittima di episodi di cyberbullismo. Per questo motivo, dal governo, viene chiesta attenzione e gioco di squadra, come detto, da parte dei Comuni, dei servizi sociosanitari, del territorio, delle scuole, del terzo settore, del volontariato e di tutti i corpi intermedi a cominciare dalle famiglie. Le risorse messe in campo dal sistema nazionale contro le dipendenze, conta su oltre 160 milioni di euro, solo nello scorso anno ma un nuovo piano nazionale è già al vaglio dell’esecutivo