Allegri è già il Napoli: zero lamenti, nessun alibi e l’azienda prima di tutto

di Silver Mele

Nella prima conferenza il nuovo tecnico sceglie una linea precisa: difende il lavoro di Conte, valorizza la rosa, evita polemiche, dichiara di voler restituire quanto di chiacchierato tolto in passato e mette il club al centro. È il profilo dell’allenatore-azienda che il Napoli cercava

Cinquanta minuti senza una polemica, senza un alibi, senza la ricerca di un nemico. Nel calcio di oggi, dove la comunicazione è spesso il primo terreno di scontro, Massimiliano Allegri ha scelto la strada opposta. E forse proprio per questo ha già dato la sensazione di essere entrato perfettamente nel mondo Napoli.

Il messaggio più forte non è arrivato dalle considerazioni tattiche, ma dall’atteggiamento. Allegri non ha cercato di abbassare le aspettative, non ha descritto la stagione come una montagna impossibile da scalare e non ha lasciato intendere che serviranno miracoli per restare competitivi.

Ha fatto esattamente il contrario.

Ha ricordato il valore del lavoro svolto da Antonio Conte, ha riconosciuto i meriti di una società che negli ultimi anni ha conquistato due scudetti ed è diventata una presenza stabile in Champions League, ha parlato di una rosa ricca di qualità e ha evitato qualsiasi riferimento polemico al suo recente passato.

È la cifra dell’aziendalista ritrovato.

Non nel senso di un tecnico che rinuncia alla propria personalità, ma di un allenatore che comprende come il primo patrimonio da difendere sia il club che rappresenta.

Nel calcio moderno molti allenatori costruiscono consenso scaricando responsabilità all’esterno. Allegri, invece, sceglie di caricarsele sulle spalle. Non crea aspettative al ribasso, non prepara il terreno a eventuali giustificazioni future, non alimenta confronti con chi lo ha preceduto.

Anzi, difende Conte anche su temi che avrebbero potuto prestarsi a facili distinzioni, riconoscendo il valore del lavoro svolto e ribadendo che raccoglie un’eredità importante.

È un modo di comunicare che racconta molto più delle parole.

Significa presentarsi senza la necessità di occupare tutto il palcoscenico. Significa capire che il protagonista deve restare il Napoli e non il suo allenatore.

È probabilmente questa la differenza più evidente emersa nella prima uscita pubblica di Allegri. L’impressione è quella di un tecnico che non sente il bisogno di proteggere la propria immagine, ma di rafforzare quella della società.

Perché un allenatore può guidare una squadra anche con la tattica. Ma i grandi allenatori iniziano a costruirla molto prima: attraverso la credibilità, l’equilibrio e la capacità di parlare sempre con il “noi”, mai con l'”io”.

Ed è proprio questo il primo vero segnale lanciato da Allegri. Ancora prima del campo, è già entrato nella cultura del Napoli.