Mentre i grandi nomi della vela mondiale siglano una storica alleanza per garantire un futuro stabile all’America’s Cup, a Napoli l’evento che dovrebbe proiettare la città nel gotha dello sport internazionale rischia di trasformarsi in una tempesta politica senza precedenti. Da un lato la nascita dell’America’s Cup Partnership, dall’altro una guerra istituzionale che ha come teatro Bagnoli, il suo mare e 209 milioni di euro.
L’annuncio dell’alleanza tra Emirates Team New Zealand, Athena Racing, Luna Rossa, Alinghi e K-Challenge segna una svolta epocale nei 174 anni della competizione velica più antica del mondo. Un’“entità unificata”, come la definiscono gli organizzatori, pensata per mettere ordine, stabilità e visione di lungo periodo in un evento che ha sempre vissuto di rivalità feroci e genialità solitarie. «Preservare ciò che rende l’America’s Cup straordinaria, costruendo un modello sostenibile», ha detto Grant Dalton, l’uomo forte del Defender neozelandese.
Ma se sul palcoscenico internazionale si parla di futuro, a Napoli il presente è già un caso politico. A poche settimane dall’uscita di scena di Vincenzo De Luca da Palazzo Santa Lucia, la Regione Campania ha lasciato in eredità una nota durissima contro l’operato di Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e commissario di governo per la riqualificazione di Bagnoli. Un documento che suona come una vera e propria stroncatura tecnica e amministrativa dei lavori necessari ad ospitare l’America’s Cup 2027.
Il cuore dello scontro è l’affidamento al raggruppamento temporaneo d’imprese Deme. Secondo la Regione, le opere previste per l’evento velico non sarebbero una semplice estensione della bonifica assegnata nel 2010, ma interventi nuovi, radicalmente diversi, che avrebbero richiesto una nuova gara pubblica. Non solo: il conto sarebbe lievitato in modo “abnorme”, passando dai 60 milioni del progetto originario ai 209 milioni attuali, con 153 milioni di euro destinati a opere marittime mai contemplate prima.
Manfredi respinge le accuse e parla di «collegamento imprescindibile» tra bonifica e opere per l’America’s Cup, richiamando anche il parere dell’Anac. In mezzo a questo scontro frontale c’è Roberto Fico, chiamato a scegliere se raccogliere la bandiera di De Luca o riallinearsi a Manfredi, che della sua candidatura è stato uno dei principali sponsor. Una decisione tutt’altro che tecnica, destinata a pesare sugli equilibri politici regionali.
Così, mentre l’America’s Cup prova a scrivere una nuova pagina della sua storia globale, a Bagnoli si combatte una battaglia tutta italiana, fatta di carte, cifre e accuse incrociate. La regata, quella vera, non è ancora iniziata. Ma il vento, a Napoli, soffia già fortissimo.












