Indagati il designatore Gianluca Rocchi e il supervisore Var Andrea Gervasoni. L’ipotesi è concorso in frode sportiva: sotto la lente episodi tra Serie A, B e Coppa Italia
Il calcio italiano torna sotto pressione giudiziaria. La Procura di Milano ha acceso i riflettori su cinque partite tra Serie A, Serie B e Coppa Italia, con al centro il sistema delle designazioni arbitrali e il funzionamento della sala Var.
Nel registro degli indagati figurano il designatore arbitrale Gianluca Rocchi, che si è autosospeso, e il supervisore Var Andrea Gervasoni. L’ipotesi di reato è concorso in frode sportiva: gli inquirenti vogliono capire se ci siano state pressioni o interferenze per indirizzare decisioni arbitrali o designazioni.
Tra i casi analizzati c’è Salernitana-Modena, Serie B, marzo 2025. Un episodio da moviola diventa centrale: inizialmente viene assegnato un rigore al Modena, poi revocato dopo revisione Var. Al centro, presunti solleciti dalla cabina di regia per richiamare l’arbitro all’on field review.
Altro passaggio chiave è Udinese-Parma: qui si indaga su un possibile intervento esterno nella valutazione di un rigore, con un cambio di decisione dopo revisione. Un punto delicato, perché il regolamento vieta interferenze dirette nella comunicazione tra arbitro e Var.
Sotto osservazione anche Bologna-Inter, match decisivo nella corsa scudetto 2025. Nel finale, proteste per una rimessa laterale battuta molto più avanti rispetto al punto corretto, azione da cui nasce il gol vittoria. Un dettaglio tecnico che ha acceso polemiche e ora entra nel fascicolo.
E ancora, Inter-Milan di Coppa Italia: qui l’attenzione è sulle designazioni arbitrali, con l’ipotesi che alcune scelte possano aver avuto effetti indiretti sulla gestione delle gare successive. Infine, Inter-Verona: nel mirino un episodio non sanzionato prima di un gol decisivo.
La Procura federale ha già chiesto gli atti ai magistrati milanesi e valuta l’apertura di un nuovo procedimento sportivo. I tempi non saranno brevi, ma il passaggio è chiaro: si entra in una fase in cui non si discutono più singoli errori, ma il funzionamento complessivo del sistema arbitrale.
E ora la domanda è inevitabile: si tratta di episodi isolati o del segnale di un meccanismo più ampio? Le prossime settimane, con gli interrogatori già fissati, daranno le prime risposte.












