Un arsenale nascosto in uno zaino, armi che ufficialmente non esistono ma che erano perfettamente funzionanti. È quanto hanno scoperto i Carabinieri della stazione di Sant’Antonio Abate in un terreno di via Nocerelle, dove è stato rinvenuto materiale riconducibile al mercato nero delle cosiddette armi fantasma.
All’interno della borsa c’erano cinque pistole semiautomatiche, tutte prive di matricola perché mai catalogate, modificate da mani esperte e pronte all’uso. Modelli comuni, facilmente reperibili come repliche o armi a salve, poi trasformati in armi vere. Una pratica sempre più diffusa in un mercato illegale che si evolve e si adatta.
Insieme alle pistole, i militari hanno sequestrato otto caricatori e 273 proiettili di vario calibro, anche da guerra. Un quantitativo che evidenzia la pericolosità del materiale e la sua possibile destinazione alla criminalità organizzata, per la quale la potenza di fuoco resta uno strumento centrale di intimidazione.
Le armi saranno ora sottoposte ad accertamenti balistici per verificare eventuali collegamenti con fatti di sangue o altri reati. Le indagini proseguono, mentre resta alta l’allerta su un fenomeno che rende le armi sempre più invisibili, ma non meno letali.











