Cambiano i presidenti, cambiano le maggioranze, ma le vecchie abitudini della politica regionale sembrano resistere a qualsiasi rivoluzione annunciata.
Nell’assestamento di bilancio 2026 della Regione Campania tornano le ormai celebri “mancette” del Consiglio regionale: una pioggia di finanziamenti distribuiti a sagre, feste patronali, villaggi di Natale ed eventi folkloristici che assorbono una fetta consistente dei quattro milioni di euro destinati alle “esigenze provenienti dal Consiglio regionale”.
Il dato che colpisce è soprattutto uno
Oltre 1,5 milioni di euro finiranno a finanziare sagre ed eventi enogastronomici, una cifra superiore a quella dello scorso anno, quando gli stessi interventi si fermavano a circa 1,4 milioni. A questi si aggiungono 220 mila euro destinati alle feste patronali e quasi 200 mila euro per villaggi di Babbo Natale, presepi viventi e manifestazioni natalizie. Numeri che raccontano una continuità difficile da ignorare. Roberto Fico aveva chiesto ai consiglieri un cambio di passo, invitandoli a presentare progetti “seri e programmatici”, superando la stagione degli stanziamenti a pioggia. Sfogliando, però, l’elenco degli interventi approvati in commissione, il risultato appare ben diverso: le “mancette” non sono scomparse. Hanno semplicemente cambiato veste.
Così si finanziano lo street food di Cicciano, gli itinerari enogastronomici di Avella, la sagra dedicata ai prodotti della montagna di Acerno e la Festa dell’Uva di Campagnano d’Ischia. Accanto agli eventi gastronomici trovano spazio anche le celebrazioni religiose: 40 mila euro per la festa patronale di Santa Maria a Quarto, 20 mila euro per i festeggiamenti della Madonna della Neve a Ponticelli e 10 mila euro per il Palio dei Fuochi di Siano, finanziato per valorizzare la tradizione pirotecnica locale.Sotto l’albero arrivano poi quasi 200 mila euro per villaggi natalizi, recital canori e iniziative promozionali, spesso descritte con formule generiche come “eventi per la valorizzazione del territorio”, senza ulteriori dettagli sull’impiego delle risorse.
Le vecchie abitudini
È vero, rispetto al passato nell’elenco trovano spazio anche progetti dedicati alla disabilità e all’inclusione sociale. Ma il peso delle iniziative folkloristiche continua a rappresentare una parte rilevante delle risorse discrezionali dei consiglieri regionali. Mentre il presidente Fico rivendica che “quando i conti sono in ordine le risorse possono tornare a finanziare servizi, investimenti e opportunità per i cittadini”, i numeri raccontano un’altra storia: quella di una politica che, nonostante le promesse di discontinuità, continua a fare largo ricorso alle tradizionali “mancette” territoriali. Con una differenza rispetto al passato: quest’anno, per sagre e feste, si spende perfino di più.











