Attentato a Ranucci, domani Lavitola verrà interrogato dai pm

L’inchiesta sull’attentato a Sigfrido Ranucci compie un nuovo, pesante passo in avanti. La Procura di Rima contesta ora anche il reato di strage a Valter Lavitola, imprenditore ed ex editore ritenuto dagli investigatori il presunto mandante dell’esplosione avvenuta nell’ottobre 2025 davanti all’abitazione del giornalista e conduttore di Report.

Secondo gli inquirenti, Lavitola avrebbe organizzato l’azione attraverso un intermediario, incaricato di trovare persone in grado di procurarsi l’esplosivo e piazzarlo davanti alla casa di Ranucci.

Il sopralluogo prima dell’attentato

Tra gli elementi raccolti dagli investigatori c’è anche un presunto sopralluogo effettuato il 16 settembre scorso, circa un mese prima dell’attentato.  Lavitola avrebbe raggiunto la zona dell’abitazione del giornalista insieme a Gomes Clesio Tavares, cittadino camerunense di 47 anni, indicato dalla Procura come l’anello di congiunzione tra l’imprenditore e gli esecutori materiali dell’attacco.

Dopo l’attentato, sempre secondo l’accusa, Lavitola si sarebbe interessato al trasferimento di Tavares in Camerun, dove l’uomo si troverebbe tuttora.

La banda e le accuse

Nei giorni scorsi erano già finite in carcere quattro persone ritenute gli autori materiali dell’attentato. Per tutti gli indagati, oltre al reato di strage, vengono contestati a vario titolo la detenzione e l’utilizzo di materiale esplosivo, il danneggiamento e le minacce, con l’aggravante del metodo mafioso.

Domani Lavitola sarà interrogato dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Roma.

La sorpresa di Ranucci

In un’intervista al Corriere della Sera, il giornalista ha raccontato di avere con Lavitola un rapporto personale consolidato negli ultimi anni, nato proprio dopo alcune inchieste televisive che lo riguardavano. «Per me era un amico vero», ha spiegato, aggiungendo di essere rimasto profondamente colpito dall’iscrizione dell’imprenditore nel registro degli indagati.

Ranucci ha inoltre riferito che Lavitola lo avrebbe telefonato durante la perquisizione disposta dalla Procura e ha ribadito di avere piena fiducia nel lavoro della magistratura, sottolineando di non riuscire, almeno allo stato, a individuare un movente personale.

Chi è Valter Lavitola

Sessant’anni, originario di Salerno, Valter Lavitola è stato editore del quotidiano L’Avanti ed è stato protagonista di alcune delle principali vicende giudiziarie e politiche degli ultimi vent’anni.

Il suo nome è comparso nelle inchieste sulla cosiddetta compravendita dei senatori, sui finanziamenti pubblici all’editoria, sulla vicenda della casa di Montecarlo legata a Gianfranco Fini e nel procedimento per tentata estorsione ai danni di Silvio Berlusconi, per il quale è stato condannato in via definitiva.

Negli ultimi anni aveva lasciato la scena pubblica dedicandosi alla ristorazione a Roma. Oggi torna al centro della cronaca giudiziaria in una delle indagini più delicate aperte dalla Procura capitolina.