Autonomia differenziata, nuovo fronte della Campania

Roberto Fico apre un nuovo fronte contro l’Autonomia differenziata: la Campania valuta un altro ricorso alla Corte costituzionale.

Il presidente della Regione lo ha annunciato a margine della presentazione della Scuola elementare del Teatro. Nel mirino ci sono le pre-intese tra il Governo e alcune Regioni del Nord, finalizzate all’attribuzione di ulteriori competenze in materia di protezione civile, professioni, previdenza complementare e tutela della salute. Secondo Fico, l’esecutivo starebbe tentando di aggirare i paletti fissati dalla Consulta, che aveva già ridimensionato la riforma Calderoli.

Per questo Palazzo Santa Lucia è pronto a muoversi nuovamente sul piano giudiziario, dopo il ricorso presentato dalla precedente Giunta, guidata da Vincenzo De Luca, insieme ad altre quattro Regioni.Ma lo scontro non si fermerà nelle aule della Corte. Fico ha annunciato anche una mobilitazione politica e pubblica contro una riforma che, a suo giudizio, rischia di aumentare le distanze tra i territori e di indebolire l’unità del Paese.

Anche Manfredi contro

Poche ore dopo, seppure con toni e modalità differenti, è arrivato anche l’altolà di Gaetano Manfredi. Il sindaco di Napoli e presidente dell’Anci contesta soprattutto il metodo: una trasformazione così profonda dei rapporti tra Stato e Regioni, sostiene, non può essere imposta a colpi di maggioranza. Per il primo cittadino servono confronto, accordi e garanzie precise sulla qualità e sull’uniformità dei servizi. Manfredi ha ricordato che, quando vengono ridisegnate competenze e risorse, le conseguenze ricadono innanzitutto sui cittadini e, subito dopo, sui Comuni.

Il presidente dell’Anci è tornato anche sul tema della sicurezza, sottolineando che resta una responsabilità nazionale. Tuttavia, quando manca una risposta efficace da parte dello Stato, sono i sindaci a ritrovarsi in prima linea, spesso senza strumenti e fondi adeguati.

Modi e toni diversi, ma una stessa linea politica

Fico sceglie la strada dello scontro istituzionale e mette sul tavolo un nuovo ricorso; Manfredi avverte il Governo di non procedere con forzature su una riforma destinata a modificare profondamente l’architettura dello Stato.