Bacoli, sequestrato l’impianto di raccolta rifiuti: “illeciti sistematici e pervasivi”

di Oscar De Simone

Quello che è venuto fuori è “un quadro di illeciti sistematici e pervasivi” nel centro di raccolta rifiuti e nell’isola ecologica di Bacoli, in provincia di Napoli, che è stato sottoposto a sequestro dai carabinieri del nucleo forestale di Pozzuoli nell’ambito di indagini della procura di Napoli. Nella fattispecie, gli stessi militari hanno posto i sigilli a capannoni industriali, cassoni scarrabili, attrezzature e autocompattatori, presenti in via Cuma. L’impianto, come rilevato, è gestito dalla “Flegrea Lavoro spa” società in house a partecipazione unica del comune di Bacoli e nel registro degli indagati sono stati iscritti l’amministratrice unica, rimasta in carica fino allo scorso aprile e l’attuale amministratore unico che, all’epoca dei fatti contestati ricopriva il ruolo di responsabile tecnico per la raccolta e il trasporto dei rifiuti. I reati contestati dagli inquirenti e anche dal giudice sono gestione illecita dei rifiuti, scarichi abusivi e inquinamento, getto pericoloso di cose ed emissioni odorigene, gravi abusi edilizi e violazione delle norme antincendio. L’impianto, inoltre, era autorizzato solo al trattamento delle acque bianche di prima pioggia e questa gestione, avrebbe anche provocato continue e persistenti emissioni di gas, miasmi e fumi generate dalla putrefazione della frazione organica e dal percolato. Esalazioni insopportabili, come descritte dai residenti e fin dalle prime ore del mattino. Stessa cosa anche per l’uso dei mezzi pesanti come gli autocompattatori che generavano forti rumori e quindi disturbo alla vita dei residenti delle aree limitrofe