A Bagnoli si riunisce l’ennesimo “tavolo tecnico” per discutere delle spiagge chiuse. Non per una mareggiata, non per lavori, ma per inquinamento microbiologico rilevato nella sabbia. La vicenda parte dall’ordinanza n.80 dell’Autorità Portuale, che ha interdetto le aree dell’arenile a nord della colmata, quelle date in concessione ai privati. E una marina pubblica… Il motivo è scritto nero su bianco: “superamento dei parametri microbiologici nel suolo, giudicando non sufficienti gli interventi di manutenzione svolti dai concessionari ed evidenziando l’esigenza di individuare la sorgente dell’inquinamento”. In altre parole: la sabbia è sporca, la manutenzione non basta, e nessuno sa da dove arrivi l’inquinamento. Che cos’è l’inquinamento microbiologico? Secondo ARPAC – che il 16 luglio ha espresso parere negativo sulla frequentazione dell’area – per batteri anche fecali (come Escherichia coli ed Enterococchi intestinali) rilevati nel suolo. Parametri che, secondo le linee guida europee, indicano un rischio potenziale per la salute se presenti in concentrazioni elevate. Il Comune di Napoli, per voce dell’assessore Cosenza, ha minimizzato: “un inquinamento molto light che forse c’è su qualunque spiaggia del mondo”. Una frase che stride con il fatto che ARPAC e ASL Napoli 1 hanno ritenuto necessario un provvedimento di interdizione. Nelle more delle valutazioni, l’Autorità Portuale ha scelto la linea dura: interdizione totale delle aree sabbiose. Non solo quelle dei concessionari per elioterapia, ma anche quelle comunali attrezzate, come la Marina di Bagnoli. La decisione arriva dopo giorni di controlli serrati anche nell’altra area di coroglio… dove, Capitaneria di Porto e Autorità Portuale già venerdì in un blitz sono stati sequestrati lettini, sedie, ombrelloni e persino frigoriferi, tutti risultati abusivi. Il presidente dell’Autorità Portuale, Maurizio Cuccaro, ha dichiarato che la disponibilità alla riapertura c’è, ma solo “a condizioni verificate”. Dopo il ripascimento e la pulizia: 3 gg per per “ribaltare” la sabbia: questo è il piano. Poi nuovi prelievi e analisi: campioni inviati ad ARPAC e ASL e poi, la decisione finale: con il via libera alla riapertura solo se i parametri rientrano nei limiti. In pratica: si tenta di “lavare via” l’inquinamento dalla sabbia. Ma dal mare non è ancora possibile…
Risultato: mare interdetto, spiagge chiuse, cittadini penalizzati
A Bagnoli oggi non si può fare nulla… nemmeno prendere una boccata di aria di mare…
Di C.B.











