Blackout alle Olimpiadi di Milano-Cortina: luci spente al curling e gara sospesa per qualche minuto

Nel primo giorno di gare a Cortina d’Ampezzo, un’improvvisa interruzione di corrente ha fermato le partite di curling misto dopo pochi minuti: il problema è durato circa tre minuti e le competizioni sono poi riprese regolarmente con l’attenzione puntata sull’organizzazione dei Giochi.


Le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 sono ufficialmente entrate nel vivo nel tardo pomeriggio di mercoledì 4 febbraio quando, nello Cortina Curling Olympic Stadium, è iniziato il torneo di doppio misto di curling — la prima competizione in programma, con quattro incontri simultanei tra Svezia-Corea del Sud, Gran Bretagna-Norvegia, Canada-Repubblica Ceca ed Estonia-Svizzera.

Ma l’atmosfera olimpica, già carica di tensione e aspettative, ha vissuto un imprevisto tecnico. Dopo circa quattro-cinque minuti dall’inizio dei match, le luci dell’impianto si sono spente improvvisamente, lasciando atleti, ufficiali e pubblico al buio.

Gara sospesa e ritorno alla normalità

La competizione è stata temporaneamente sospesa mentre gli organizzatori e il personale tecnico intervenivano per ripristinare l’elettricità e riaccendere l’illuminazione dell’arena.
La Fondazione Milano Cortina ha precisato che si è trattato di un problema tecnico legato all’impianto di illuminazione, risolto in pochi minuti, e che le gare sono poi riprese regolarmente secondo programma dopo il ritorno dell’energia.

Quando la luce è tornata sull’impianto storico di Cortina d’Ampezzo — teatro centrale dell’apertura sportiva dei Giochi — i giocatori sono ripartiti dal punto in cui si era fermata l’azione, tra l’applauso del pubblico e lo sguardo vigile dei tecnici.

Un debutto con un imprevisto tecnico

Il blackout, pur rapido, è stato inevitabilmente motivo di sorpresa e commenti tra gli appassionati. L’episodio ha infatti coinciso con l’avvio ufficiale delle competizioni olimpiche, sebbene la cerimonia d’apertura sia prevista per venerdì 6 febbraio.

Proprio per questo, qualunque piccola disfunzione assume un valore simbolico importante: mette alla prova la capacità organizzativa dei Giochi e richiama l’attenzione sul fatto che anche eventi meticolosamente pianificati possono incontrare imprevisti tecnici sotto la massima visibilità internazionale.

Occhi puntati sull’Italia del curling

L’appuntamento di Cortina non è stato solo un banco di prova tecnico: è anche il giorno in cui gli azzurri del curling — campioni olimpici in carica Stefania Constantini e Amos Mosaner — si preparano a difendere il titolo conquistato quattro anni fa a Pechino, scendendo sul ghiaccio per affrontare Corea del Sud e Canada.

Una squadra italiana che ha portato il curling al centro dell’attenzione delle nostre Olimpiadi, alimentando aspettative e attenzione mediatica. Il “segnale” tecnico del blackout, quindi, non scalfisce la partecipazione né il clima sportivo, ma aggiunge un capitolo curioso alle prime ore di competizione.