Una bomba artigianale pronta a esplodere, nascosta in un sottoscala e dotata di innesco già collegato. È la scoperta che ha fatto scattare l’allarme nel cuore di via della Bussola, tra Poggioreale e San Pietro a Patierno, un’area da tempo considerata tra le più delicate sotto il profilo criminale.
L’ordigno, sequestrato dalla polizia nel corso di un’attività investigativa, conteneva circa un chilo e settecento grammi di polvere esplodente. Una quantità tale da provocare effetti devastanti e che, secondo gli investigatori, lascia ipotizzare una destinazione ben precisa: un attentato.
La bomba è stata individuata e messa in sicurezza prima che potesse essere utilizzata. Sul posto sono intervenuti gli artificieri e gli specialisti della Scientifica, mentre la Squadra Mobile e gli agenti del commissariato Secondigliano hanno immediatamente avviato gli accertamenti per risalire a chi custodisse l’ordigno e per conto di quale organizzazione criminale.
Rotti gli equilibri della camorra nell’area orientale
La pista seguita porta dritta agli equilibri della camorra nell’area orientale di Napoli. Un contesto segnato da mesi da tensioni, sparatorie, stese e ferimenti che raccontano una guerra sotterranea per il controllo degli affari illeciti sul territorio. Secondo gli inquirenti, il ritrovamento dell’ordigno rappresenta l’ennesimo segnale di un clima che continua a rimanere altamente instabile.
Le ipotesi
Le tensioni, secondo una parte degli investigatori, sarebbero emerse già nell’autunno del 2025; per altri, invece, le prime avvisaglie risalirebbero ai mesi precedenti. Tra gli episodi più significativi figura il ferimento di Davide Grimaldi, cinquantenne già noto alle forze dell’ordine e legato da vincoli familiari a esponenti della criminalità locale.
Il precedente
L’uomo fu raggiunto da un colpo di pistola a una gamba nei pressi del mercatino del Perrone. Un agguato che inizialmente sembrava isolato ma che, alla luce della lunga scia di violenza registrata nei mesi successivi, potrebbe rientrare in un quadro più ampio di contrapposizioni e regolamenti di conti.
Le indagini
Gli investigatori stanno ora passando al setaccio residenti e frequentatori dello stabile dove era nascosta la bomba. Non viene esclusa nemmeno la possibilità che a custodirla fosse un incensurato, scelto proprio per allontanare sospetti e controlli.
Di certo, il sequestro dell’ordigno rappresenta un duro colpo per chi lo aveva realizzato e conservato. Ma soprattutto conferma che, tra Poggioreale e San Pietro a Patierno, la tensione criminale resta alta e che il rischio di nuove escalation continua a preoccupare le forze dell’ordine.












