Temperature oltre i 35 gradi e notti tropicali lungo la costa. Tra i più colpiti anziani, persone fragili e malati cronici
Il caldo estremo presenta il conto anche agli ospedali. In Campania aumentano gli accessi ai pronto soccorso e i ricoveri legati alle temperature elevate, mentre l’ondata africana continua a stringere la regione in una morsa destinata a durare almeno fino a Ferragosto.
A Napoli il bollino rosso del ministero della Salute prosegue da nove giorni consecutivi. Una lunga sequenza senza pause, resa ancora più pesante dalle notti tropicali: lungo gran parte della fascia costiera il termometro non scende sotto i 26-27 gradi, impedendo all’organismo di recuperare dopo l’afa accumulata durante il giorno.
Non sono soltanto i picchi, che in alcune aree interne possono raggiungere i 37-38 gradi, a preoccupare. Il rischio maggiore nasce dalla persistenza del caldo, dall’umidità elevata e dall’assenza di refrigerio nelle ore notturne.
Crescono malori e accessi in ospedale
Disidratazione, cali di pressione, scompensi cardiaci e difficoltà respiratorie sono tra le conseguenze più frequenti. Gli effetti colpiscono soprattutto anziani, bambini piccoli, persone con patologie croniche e cittadini che vivono soli o in abitazioni prive di un adeguato sistema di raffrescamento.
Particolarmente esposti sono anche coloro che lavorano all’aperto, nelle ore in cui la temperatura percepita raggiunge i livelli più elevati.
Il bollino rosso indica una condizione di emergenza che può produrre effetti negativi anche sulla salute delle persone sane e attive, non soltanto sui soggetti tradizionalmente considerati a rischio.
Il pericolo delle notti senza sollievo
A rendere questa ondata di calore particolarmente insidiosa è la sua durata. Il corpo umano riesce ad affrontare con maggiore difficoltà una lunga esposizione alle temperature elevate, soprattutto quando durante la notte non ha la possibilità di raffreddarsi.
Il disagio si accumula giorno dopo giorno e può aggravare patologie già esistenti. Per gli anziani, anche una disidratazione inizialmente lieve può trasformarsi rapidamente in un’emergenza sanitaria.
Quella che un tempo veniva considerata una successione di picchi isolati sta diventando una condizione quasi ordinaria. Nella seconda metà di luglio e nei primi giorni di agosto, Napoli ha attraversato una delle fasi più lunghe e intense dell’estate.
La tregua potrebbe arrivare soltanto dopo Ferragosto
L’alta pressione continuerà a dominare la Campania nei prossimi giorni. Le temperature resteranno frequentemente oltre i 35 gradi nelle aree pianeggianti delle province di Napoli, Caserta e Benevento.
Un primo cambiamento viene ipotizzato tra il 18 e il 19 agosto, inizialmente sulle regioni settentrionali. L’aria più fresca potrebbe raggiungere il Sud soltanto tra il 21 e il 22 agosto, riportando gradualmente le temperature verso i valori stagionali.
La fine della quarta ondata africana, tuttavia, potrebbe rappresentare soltanto una pausa. Non è escluso un nuovo ritorno del caldo tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, anche se con un’intensità probabilmente inferiore.











