Castellammare di Stabia ultimo caso. Cresce il peso della regione nei commissariamenti per infiltrazioni criminali: preoccupa il fenomeno delle recidive
La Campania si conferma la regione più colpita dagli scioglimenti dei Comuni per infiltrazioni della criminalità organizzata. Dall’insediamento del Governo Meloni sono 40 i Comuni commissariati in tutta Italia, di cui 12 campani, un dato che fotografa la persistente capacità della camorra di condizionare la vita amministrativa di numerosi enti locali.
Castellammare, secondo scioglimento in quattro anni
L’ultimo provvedimento riguarda Castellammare di Stabia, centro di quasi 62mila abitanti a sud di Napoli. Per il Comune si tratta del secondo scioglimento in appena quattro anni, un elemento che evidenzia le difficoltà nel recidere definitivamente i legami tra criminalità organizzata e amministrazione pubblica.
Una situazione che accomuna anche Torre Annunziata, dove le verifiche hanno evidenziato forme di condizionamento riconducibili alla camorra, tali da compromettere il regolare funzionamento dell’ente.
Dodici Comuni campani commissariati
Oltre a Castellammare di Stabia e Torre Annunziata, negli ultimi anni sono stati sciolti anche i Comuni di Quindici, Caivano, Calvi Risorta, Monteforte Irpino, Caserta, Sparanise, San Giuseppe Vesuviano, Arienzo, Sarno e Pagani.
Il dato più significativo riguarda proprio la frequenza con cui alcuni enti tornano a essere destinatari di provvedimenti di scioglimento, segnale che le misure adottate non sempre riescono a eliminare in modo stabile le infiltrazioni criminali.
Come funziona lo scioglimento per infiltrazioni
La procedura è disciplinata dal Testo unico degli enti locali. Il primo passo è la nomina, da parte della Prefettura, di una commissione d’accesso, incaricata di verificare eventuali condizionamenti della criminalità organizzata sull’attività amministrativa.
Se dagli accertamenti emergono elementi significativi, il Consiglio dei ministri dispone lo scioglimento dell’amministrazione comunale e nomina un commissario straordinario, che sostituisce sindaco, giunta e consiglio comunale fino al ritorno alle urne.
Il nodo delle riforme
Sul tema si registra un confronto trasversale tra maggioranza e opposizione. Pur ritenendo necessario mantenere uno strumento fondamentale nella lotta alle infiltrazioni mafiose, cresce il dibattito sull’opportunità di intervenire anche sul fronte della struttura amministrativa degli enti, coinvolgendo non solo la componente politica ma anche gli apparati tecnici e burocratici, per evitare che le stesse criticità si ripresentino dopo il commissariamento.












