L’anticiclone non concede tregua almeno fino a Ferragosto.
L’estate entra nella sua fase più dura e la Campania continua a fare i conti con un’ondata di calore che non accenna a diminuire. L’anticiclone africano resta saldo sull’Italia e manterrà temperature eccezionalmente elevate almeno fino a Ferragosto, con valori compresi tra i 5 e i 7 gradi oltre la media stagionale.
Nelle aree interne del Casertano e del Beneventano il termometro sfiora i 40 gradi, mentre lungo la fascia costiera, da Napoli al Salernitano, il problema principale è l’afa. L’umidità mantiene elevata la temperatura percepita anche durante la notte, quando in molte zone non si scende sotto i 29-30 gradi, rendendo difficile il recupero dell’organismo dopo il caldo accumulato durante il giorno.
Napoli da bollino rosso
Anche oggi Napoli rientra tra le città contrassegnate dal bollino rosso del Ministero della Salute, il livello massimo di allerta per le ondate di calore. Una condizione che segnala possibili effetti sulla salute dell’intera popolazione, con rischi ancora maggiori per anziani, bambini, persone affette da patologie croniche e soggetti più fragili.
Le previsioni non lasciano spazio a un rapido cambiamento. Solo tra domenica e lunedì il Nord potrebbe beneficiare di un temporaneo calo delle temperature grazie all’arrivo di correnti atlantiche, mentre il Centro-Sud continuerà a essere interessato da una calura persistente, destinata ad attenuarsi soltanto dopo Ferragosto.
Città sempre più roventi
L’emergenza caldo non riguarda soltanto le temperature dell’aria. Secondo la campagna “Che caldo che fa!” promossa da Legambiente insieme alla Croce Rossa Italiana, le superfici urbane raggiungono valori estremi.
Le rilevazioni effettuate con termocamere mostrano che l’asfalto può arrivare a sfiorare i 63 gradi, mentre le pavimentazioni in gomma dei parchi giochi superano addirittura i 75 gradi quando sono esposte al sole.
Anche Napoli è stata monitorata nell’ambito dello studio. Nel quartiere di San Pietro a Patierno sono state registrate tra le temperature più elevate tra le periferie analizzate, confermando quanto il fenomeno delle isole di calore colpisca soprattutto le aree più urbanizzate e con minore presenza di verde pubblico.
Per Legambiente è necessario ripensare le città puntando su alberature, aree ombreggiate, infrastrutture verdi e rifugi climatici, soprattutto nelle periferie dove il caldo si combina spesso con maggiori fragilità sociali.
Gli effetti si vedono negli ospedali
L’ondata di calore sta presentando il conto anche alla sanità campana. Nei pronto soccorso di Napoli e provincia aumenta il numero di accessi di anziani disidratati o colpiti da scompensi provocati dalle alte temperature.
I medici segnalano un incremento di casi di disidratazione, alterazioni degli elettroliti, cali di pressione, svenimenti, aritmie, insufficienza renale acuta e peggioramento di patologie cardiovascolari e respiratorie.
Tra i pazienti più vulnerabili ci sono le persone affette da demenza o da deficit cognitivi, che spesso non avvertono lo stimolo della sete e arrivano in ospedale già in condizioni compromesse. Molti vivono soli e bastano poche ore senza una corretta idratazione per provocare un rapido peggioramento del quadro clinico.
La prevenzione resta decisiva
Gli specialisti ricordano che, in questa fase, la prevenzione è l’arma più efficace per evitare ricoveri. Bere frequentemente, evitare l’esposizione nelle ore più calde, utilizzare correttamente i sistemi di raffrescamento e controllare quotidianamente gli anziani che vivono soli sono comportamenti fondamentali.












