Campi Flegrei, accertamenti sui costoni: la Procura verifica i fondi rimasti inutilizzati

Acquisiti documenti sulla mancata messa in sicurezza dei versanti, compreso quello del Monte Olibano crollato in via Gerolomini. Il fascicolo è esplorativo: al momento nessun reato ipotizzato e nessun indagato.

La Procura di Napoli ha avviato acquisizioni documentali per fare luce sulla mancata messa in sicurezza di alcuni costoni dei Campi Flegrei risultati pericolosi dopo la scossa dei giorni scorsi.

Il fascicolo è al momento esplorativo: non vengono ipotizzati reati e non ci sono persone iscritte nel registro degli indagati. Gli approfondimenti sono affidati alla sezione “Lavoro e colpe professionali”, coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci.

Fondi stanziati ma ancora inutilizzati

Al centro degli accertamenti c’è anche il destino delle risorse economiche già stanziate per gli interventi di messa in sicurezza dei costoni. Secondo quanto emerso, quei fondi non sarebbero stati ancora utilizzati.

La Procura punta quindi a ricostruire tempi, competenze amministrative e ragioni che hanno impedito l’avvio dei lavori.

Il crollo del Monte Olibano

Gli accertamenti riguarderanno anche quanto accaduto in via Gerolomini, a Pozzuoli, dove una parte del costone del Monte Olibano è franata.

Grossi massi sono precipitati su auto e scooter parcheggiati davanti a una palazzina, schiacciando diversi mezzi e provocando feriti, alcuni dei quali in condizioni gravi.

Il video del cedimento

Le immagini del crollo, diffuse sui social, mostrano rocce di grandi dimensioni staccarsi dal costone e cadere al suolo. Alcuni massi si sono frantumati, sollevando una vasta nube di polvere, mentre altri sono rimasti integri dopo aver travolto i veicoli in sosta.

Il cedimento ha provocato momenti di panico tra le persone presenti in strada e ha riacceso l’attenzione sulla sicurezza dei versanti dell’area flegrea.