Campi Flegrei, finisce lo sciame sismico ma resta l’emergenza: 144 famiglie fuori casa. Musumeci annuncia un decreto

La terra ha smesso di tremare, ma l’emergenza è tutt’altro che conclusa. L’Osservatorio Vesuviano ha dichiarato ufficialmente terminato lo sciame sismico che ha fatto seguito al violento terremoto di magnitudo 4.7 dello scorso 31 luglio, la scossa più forte registrata nell’area flegrea negli ultimi quarant’anni. Ora, però, la priorità si sposta sulla sicurezza degli edifici e sull’assistenza alle centinaia di persone costrette ad abbandonare le proprie abitazioni

Le riunioni operative in Prefettura e al Centro Operativo Comunale di Pozzuoli hanno definito le linee d’azione delle prossime ore: completare le verifiche statiche sugli immobili, garantire una sistemazione agli sfollati e accelerare gli interventi nelle aree maggiormente colpite.

Verifiche senza sosta: aumentano gli edifici inagibili

I vigili del fuoco continuano a lavorare senza interruzioni. Solo nell’ultima giornata sono stati effettuati 86 sopralluoghi per verificare la stabilità degli edifici.

Particolarmente delicata la situazione nelle zone interessate dai movimenti del costone, dove sono già stati dichiarati 10 fabbricati inagibili insieme a sette attività commerciali. Un bilancio che potrebbe aggravarsi con il proseguire delle ispezioni.

Tra le situazioni più critiche c’è quella del Parco Olivetti di Pozzuoli, complesso residenziale di circa cento appartamenti dove sono state riscontrate lesioni ai muri e criticità alle scale interne. Ai residenti è stato consentito soltanto un breve rientro nelle abitazioni per recuperare effetti personali, documenti, vestiti e beni di prima necessità, sotto il controllo delle autorità.

Oltre cento famiglie costrette a lasciare casa

L’emergenza abitativa resta il nodo principale.

Sono 144 le famiglie che hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni dopo le verifiche di sicurezza.

Al Palatrincone sono ospitate 88 persone, tra cui 17 minori, mentre molte altre hanno trovato sistemazioni autonome presso parenti o amici. C’è anche chi ha scelto di trascorrere la notte in automobile, come alcuni residenti di via Artiaco, ancora restii a entrare nelle strutture di accoglienza.

Per ampliare le possibilità di ospitalità è stata attivata una convenzione tra Regione Campania e Federalberghi, che ha messo a disposizione diverse strutture ricettive per accogliere gli sfollati.

Lo sciame è terminato, ma resta alta l’attenzione

Secondo l’Osservatorio Vesuviano, lo sciame sismico può considerarsi concluso: le ultime scosse sono state registrate nelle prime ore di domenica.

Sul fronte sanitario arrivano segnali incoraggianti. Migliorano infatti le condizioni delle cinque persone ancora ricoverate negli ospedali della zona con traumi e fratture riportati durante il sisma.

Anche la situazione dei collegamenti torna lentamente alla normalità. È stato riaperto il porto di Pozzuoli, mentre resta ancora sospesa la circolazione della ferrovia Cumana tra Bagnoli e Torregaveta, dove proseguono i controlli tecnici sull’infrastruttura.

Musumeci: “In arrivo un decreto per gli sfollati”

Nel corso del sopralluogo effettuato a Pozzuoli, il ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci ha annunciato l’imminente approvazione di un nuovo decreto legge destinato a sostenere le famiglie che hanno perso la casa a causa del terremoto.

Il ministro ha partecipato alla riunione del Centro Operativo Comunale di Monterusciello insieme al presidente della Regione Campania Roberto Fico, al prefetto di Napoli Michele Di Bari, al sindaco di Pozzuoli Gigi Manzoni e ai rappresentanti delle istituzioni impegnate nella gestione dell’emergenza.

Musumeci ha confermato che, oltre al mezzo miliardo di euro già stanziato negli ultimi anni per gli interventi di messa in sicurezza di scuole, infrastrutture e viabilità strategica dell’area flegrea, il Governo è pronto a destinare nuove risorse attraverso un provvedimento urgente dedicato agli sfollati e agli interventi di ricostruzione.

Il messaggio lanciato dal ministro è chiaro: convivere con il rischio bradisismico è possibile, ma richiede investimenti costanti, monitoraggio continuo e un piano pluriennale capace di garantire la sicurezza di edifici pubblici e privati.

La terra, almeno per ora, ha smesso di tremare. Ma per centinaia di famiglie dei Campi Flegrei l’emergenza è appena cominciata.