Prima la paura, poi lo sgombero. Adesso, per centinaia di famiglie dei Campi Flegrei, arriva un’altra emergenza: trovare una casa senza dover pagare cifre fuori mercato.
Le segnalazioni raccolte in queste ore parlano di affitti che sarebbero raddoppiati e, in alcuni casi, persino quadruplicati. Un fenomeno ancora da verificare, ma abbastanza preoccupante da spingere la Prefettura di Napoli ad attivare misure di controllo insieme alla Guardia di Finanza.
L’obiettivo è evitare che la necessità urgente di migliaia di sfollati si trasformi in un’occasione di speculazione.
Il prefetto: “Serve solidarietà verso chi non ha più una casa”
Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha confermato l’adozione di alcune misure al termine della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
“Vorrei lanciare un appello di solidarietà affinché ci sia una grande prossimità verso chi non ha più una casa”, ha dichiarato. Di Bari ha ricordato anche i numerosi gesti di vicinanza già arrivati da cittadini e realtà del territorio.
Oltre il 90 per cento degli sfollati ha trovato autonomamente una sistemazione. È proprio questa ricerca improvvisa di alloggi ad avere aumentato la pressione sul mercato delle locazioni, in un’area dove la disponibilità di abitazioni era già limitata.
Il prefetto si è detto soddisfatto anche dei servizi anti-sciacallaggio predisposti a tutela delle case rimaste vuote dopo gli sgomberi.
La denuncia di Assocasa
A lanciare l’allarme sugli aumenti è Assocasa-Sindacato Inquilini.
“Dopo il terremoto e gli sgomberi si sta aprendo un’altra emergenza che rischia di colpire proprio le famiglie più fragili: quella degli affitti”, denuncia l’organizzazione.
Assocasa parla di canoni che, sulla base delle segnalazioni ricevute, sarebbero aumentati fino a due o quattro volte rispetto ai normali valori di mercato.
“Se confermato, sarebbe un fenomeno gravissimo e inaccettabile. Non possiamo consentire che la difficoltà di centinaia di famiglie venga trasformata in un’occasione per aumentare indiscriminatamente gli affitti”.
Il sindacato precisa di non voler criminalizzare i proprietari, ma chiede una risposta responsabile di fronte a un’emergenza abitativa provocata dal sisma e dal bradisismo.
La proposta del canone concordato
Assocasa invita i proprietari a mettere a disposizione gli immobili attraverso contratti a canone concordato. Una formula che garantirebbe alle famiglie prezzi più sostenibili e offrirebbe ai locatori vantaggi fiscali, tra cui la possibilità di accedere alla cedolare secca al 10 per cento e l’esenzione dalle imposte di registro e di bollo.
“In una fase così delicata, anche la proprietà privata può fare la sua parte e svolgere una funzione sociale importante”, sottolinea il sindacato.
L’appello è rivolto anche ai Comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Napoli. La richiesta è di introdurre ulteriori agevolazioni sull’Imu per gli immobili affittati a canone concordato, andando oltre la riduzione del 25 per cento già prevista dalla normativa nazionale.
Un patto per l’emergenza abitativa
Per Assocasa serve un accordo straordinario che coinvolga proprietari, Comuni, Regione e Governo, con l’obiettivo di aumentare rapidamente il numero di abitazioni disponibili a prezzi accessibili.
“L’emergenza non può diventare un’occasione di speculazione. Il diritto alla casa viene prima del profitto immediato”, afferma l’organizzazione, che si dice pronta a partecipare a un tavolo istituzionale permanente.
La sfida è impedire che chi ha già dovuto lasciare la propria abitazione si trovi ora davanti a una seconda espulsione: quella da un mercato degli affitti diventato improvvisamente inaccessibile.












