Sono 3.365 le persone assistite a Pozzuoli dopo la scossa del 31 luglio. Dietro questo numero ci sono 1.322 famiglie evacuate o sgomberate, costrette a ricostruire la propria quotidianità lontano da casa.
I nuovi dati diffusi questa mattina dal Comune confermano la crescita dell’emergenza abitativa. Trovare un appartamento in affitto è sempre più difficile, come aveva sottolineato ieri il sindaco Luigi Manzoni durante l’incontro con gli sfollati al PalaTrincone.
Sempre ieri, nella giornata di Ferragosto, nella struttura era arrivato anche il vescovo di Pozzuoli e Ischia, Carlo Villano, per celebrare la messa dell’Assunta e incontrare le famiglie.
Oltre tremila persone in sistemazione autonoma
Secondo i dati aggiornati alle 8.58 di oggi, 16 agosto, sono stati adottati 351 provvedimenti tra ordinanze, diffide e altri atti.
La maggior parte delle persone assistite, 3.168, ha trovato autonomamente una sistemazione. Altre 143 sono ospitate negli alberghi e 54 al PalaTrincone.
Sono 1.169 i nuclei familiari che hanno presentato domanda per il Contributo di autonoma sistemazione. Le richieste riguardano 2.926 persone, tra le quali figurano 592 ultrasessantacinquenni e 493 cittadini con disabilità.
L’appello del sindaco ai proprietari
Manzoni aveva raccontato ieri di avere visto negli occhi degli sfollati “la fatica e la rabbia di chi vorrebbe soltanto tornare alla propria normalità”.
“Una delle emergenze più difficili da affrontare è quella abitativa. Sono troppi i puteolani che stanno incontrando difficoltà nel trovare una casa in affitto”, aveva sottolineato il primo cittadino.
Da qui l’appello rivolto ai proprietari di immobili disponibili non soltanto a Pozzuoli, ma in tutti i Comuni dell’area flegrea.
“Dateci una mano, accogliete i puteolani, aiutateci a dare una risposta a chi oggi è in difficoltà”.
Il Comune continua a cercare soluzioni, ma la domanda di abitazioni è cresciuta rapidamente e il mercato locale fatica ad assorbire tutte le richieste.
La messa dell’Assunta tra gli sfollati
Ieri mattina al PalaTrincone si era recato anche il vescovo Carlo Villano. Il presule aveva incontrato le famiglie e presieduto la celebrazione dell’Assunta, tradizionalmente ospitata nel Duomo.
La messa era stata trasferita nella struttura di accoglienza anche a causa dei danni riportati da diverse chiese del territorio, successivamente chiuse.
Durante l’omelia, Villano aveva invitato la comunità a dare valore anche ai giorni segnati dalla paura, dal disagio e dall’incertezza.
Il tempo trascorso lontano dalle proprie abitazioni e le difficoltà economiche, aveva detto, “non possono essere un tempo sprecato”.
“Non lasciare mai nessuno da solo”
Il vescovo aveva richiamato tutti a una maggiore attenzione verso i bisogni degli altri, auspicando la presenza di “cittadini attivi per questo territorio”.
Villano aveva poi ringraziato la Protezione civile, i vigili del fuoco e i rappresentanti delle istituzioni, invitando i fedeli a non sbarrare “mai le porte della speranza” e a “non lasciare mai nessuno da solo”.
Parole pronunciate ieri, ma rese ancora più urgenti dai numeri diffusi oggi. Per oltre tremila persone la priorità resta avere un luogo dignitoso nel quale vivere, in attesa di sapere se e quando sarà possibile tornare a casa.












