Campi Flegrei, tende davanti al Consiglio regionale: “Gli sfollati non possono più aspettare”

Tende da campeggio e striscioni davanti alla sede del Consiglio regionale della Campania per chiedere risposte concrete sull’emergenza bradisismo.

La protesta è cominciata dalle prime ore di oggi, mentre nell’assemblea è prevista una seduta straordinaria dedicata ai Campi Flegrei e ai territori interessati dalla crisi sismica.

A promuovere il presidio sono stati gli attivisti della rete “Pozzuoli esiste ancora”, che chiedono al Consiglio regionale di accogliere le proposte elaborate dalla città e di inserirle nel documento da sottoporre al Governo.

“Siamo qui perché oggi non sia l’ennesima giornata di parole”, spiegano gli organizzatori. “Chiediamo che il Consiglio regionale approvi tutte le proposte della città e le sostenga nel documento da presentare al Governo. Gli sfollati, le famiglie, i lavoratori e le attività economiche non possono più aspettare”.

Le richieste degli attivisti

Sicurezza degli edifici, soluzioni abitative, sostegni economici, servizi adeguati e scadenze certe sono i punti al centro della mobilitazione. Le tende montate davanti alla sede istituzionale richiamano direttamente la condizione delle persone costrette a lasciare le proprie abitazioni dopo le verifiche e i provvedimenti adottati dal Comune.

La rete chiede che dalla seduta straordinaria emerga una posizione unitaria della Regione, capace di trasformarsi in impegni precisi nei confronti dell’esecutivo nazionale.

La preoccupazione riguarda non soltanto le famiglie senza casa, ma anche il futuro economico di Pozzuoli e dell’intera area flegrea. Commercianti, lavoratori e titolari di attività chiedono misure che permettano di affrontare le conseguenze prolungate dell’emergenza.

Ancora 1.615 famiglie sgomberate

La portata della crisi emerge dall’ultimo aggiornamento diffuso dal Comune di Pozzuoli. Alle 8.57 del 27 agosto risultavano adottati complessivamente 480 tra ordinanze, diffide e altri provvedimenti.

I nuclei familiari sgomberati dall’inizio dell’emergenza sono 1.655. Quaranta famiglie, per un totale di 111 persone, hanno potuto fare ritorno nelle proprie abitazioni dopo la revoca o la rettifica dei provvedimenti. Restano quindi fuori casa 1.615 nuclei.

Secondo il bollettino comunale, le persone attualmente assistite sono 3.957. Il Comune indica inoltre 3.900 cittadini in sistemazione autonoma, 118 ospitati in strutture alberghiere e 50 accolti al Palatrincone.

CAS pagato a 962 nuclei

Sono 1.288 le famiglie che, al netto delle domande duplicate, hanno richiesto il Contributo di autonoma sistemazione. Le istanze riguardano complessivamente 3.366 persone, tra le quali 688 ultrasessantacinquenni e 570 cittadini con disabilità.

Il CAS è stato finora corrisposto a 962 nuclei familiari. Restano dunque 326 domande per le quali, sulla base dei dati comunicati, il pagamento non risulta ancora effettuato.

È anche su questi tempi che si concentra la pressione degli attivisti. Dopo mesi segnati da sgomberi, controlli e sistemazioni provvisorie, la richiesta rivolta alla politica regionale è di superare la fase degli annunci.

“Chiediamo sicurezza, casa, sostegni, servizi e tempi certi”, conclude la nota della rete.