Capitale italiana dell’arte 2026, la candidatura di Pozzuoli: “verità per la narrazione del territorio”

di Oscar De Simone

Pozzuoli vuole andare oltre il bradisismo e, a pochi giorni dalla designazione ufficiale delle città finaliste, si ripropone come Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2028. A sostenere la candidatura è Paolo Lubrano, direttore del progetto ‘La Città delle Fragilità creative’, inviato a Giugno al Mic e ora all’esame finale della commissione esaminatrice. Uno stop, come era ovvio, c’è stato dopo la forte scossa del 31 Luglio ma “il nostro lavoro non si è fermato, afferma Lubrano, e ci ha consentito di ridefinire il senso profondo della nostra candidatura nata prima del sisma e chiamata poi a misurarsi direttamente con esso”. Una candidatura che quindi ha tratto nuova forza dal fenomeno bradisismico. Lo stesso che ha colpito duramente l’economia locale, così come l’identità dei suoi cittadini. “Lontano dall’essere una semplice parentesi consolatoria o un’operazione d’immagine – fa sapere ancora Lubrano – il progetto si propone come una leva strategica per restituire verità alla narrazione del territorio e rilanciarlo nel dibattito nazionale, superando l’idea dell’arte come cura palliativa per i traumi collettivi ma utilizzandone i linguaggi per dare voce alle assenze e alle criticità”