Il gasolio da riscaldamento schizza oltre il 32%, carburanti e voli prendono quota. Ma a sorprendere sono anche kiwi, meloni, agrumi e perfino CD e DVD
La guerra in Medio Oriente e le tensioni che continuano a interessare lo Stretto di Hormuz stanno producendo effetti sempre più evidenti sull’economia reale. A pagare il conto sono soprattutto famiglie e consumatori, alle prese con una nuova ondata di rincari che coinvolge energia, trasporti, alimentari e servizi.
L’analisi sui dati dell’inflazione fotografa una situazione che preoccupa: tra febbraio e maggio 2026 numerosi beni di largo consumo hanno registrato aumenti a doppia cifra, con punte superiori al 30%.
Energia, la vera emergenza: il gasolio vola oltre il 32%
A guidare la classifica degli aumenti è il gasolio per il riscaldamento, che in appena tre mesi ha fatto segnare un impressionante +32,6%.
Un balzo che riflette le tensioni geopolitiche e le preoccupazioni per la sicurezza delle rotte energetiche mondiali.
Aumenti pesanti anche per:
- Gasolio per autotrazione: +17,5%
- Altri carburanti (GPL, metano e ricariche elettriche): +14,7%
- Gas naturale: +13,6%
- Benzina: +13,5%
Numeri che incidono direttamente sul bilancio delle famiglie e sui costi delle imprese, generando inevitabili ricadute lungo tutta la filiera produttiva.
Viaggiare costa sempre di più
L’aumento dei prezzi dell’energia si riflette inevitabilmente anche sul comparto turistico e dei trasporti.
Negli ultimi tre mesi sono cresciuti:
- Voli internazionali: +12,9%
- Trasporto marittimo: +9,2%
- Noleggio veicoli: +7,8%
- Alberghi e strutture ricettive: +7,3%
Con l’estate ormai alle porte, il rischio è quello di vacanze più costose per milioni di italiani.
La spesa fa male: frutta e ortaggi tra i prodotti più colpiti
A sorprendere è soprattutto l’impennata dei prodotti freschi.
La frutta registra aumenti che sfiorano e superano il 20%:
- Kiwi, meloni, angurie e altra frutta stagionale: +20,9%
- Frutta a nocciolo: +20,3%
- Agrumi: +11%
- Fragole, mirtilli e piccoli frutti: +10%
Non va meglio per gli ortaggi:
- Legumi freschi: +13,6%
- Carote, aglio e cipolle: +7,6%
- Patate: +5,2%
Alla base dei rincari ci sono l’aumento dei costi energetici, la logistica più cara e le difficoltà della filiera agricola.
La sorpresa? Tornano di moda i CD… e costano di più
Nella classifica degli aumenti spicca anche una voce inattesa.
I supporti di registrazione, come CD e DVD, hanno registrato un incremento del 28,6%, piazzandosi addirittura al secondo posto assoluto tra i rincari.
Crescono inoltre:
- Noleggio e riparazione di articoli sportivi: +22,4%
- Accessori informatici come hard disk, chiavette USB e schede SD: +19,3%
- Computer e console per videogiochi: +17,8%
L’estate degli italiani sarà più cara
La fotografia dei prezzi racconta una realtà chiara: energia e carburanti continuano a trascinare verso l’alto il costo della vita, con effetti che si propagano dai trasporti ai prodotti alimentari fino ai servizi turistici.
E mentre il taglio delle accise è stato ridotto e gli scenari internazionali restano instabili, il timore di famiglie e consumatori è che la corsa dei prezzi non sia ancora finita.
L’estate 2026 rischia così di trasformarsi nell’ennesima stagione all’insegna dei sacrifici, tra pieno alla pompa, bollette e spesa quotidiana sempre più pesanti.












